In concomitanza con la masterclass di Paolo Beltramini, che mette a disposizione degli allievi della classe di Giovanni Riccucci la sua esperienza di concertista e didatta, la Scuola ospiterà un’esposizione di clarinetti Ripa, sabato 11 (dalle ore 10.00 alle 19.00) e domenica 12 (ore 10.00-14.00)  febbraio presso l’aula Cappella. Gli strumenti della ditta L.A. Ripamonti di Milano sono espressione di un alto artigianato, nel quale confluiscono molteplici competenze (fisica acustica, alta falegnameria, oreficeria, meccanica di precisione), per offrire ai musicisti il massimo della qualità di suono e della praticità d’uso.
 

La biblioteca della Scuola amplia il suo orario di apertura al venerdì (15-18) e festeggia una nuova e generosa donazione di musiche per clarinetto: ne è artefice Attilio Zambelli, primo clarinetto dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino dal 1962 al 1994, che ha deciso di regalare ai giovani musicisti fiesolani la sua ricca raccolta di spartiti. Lo abbiamo incontrato presso la sua abitazione fiorentina, ed abbiamo approfittato della sua gentile disponibilità per rivolgergli alcune domande:

Innanzitutto, grazie!! La sua generosa e cospicua donazione di musiche per clarinetto arricchisce la biblioteca della Scuola di un materiale di grandissima utilità per allievi e docenti. Perché ha scelto proprio Fiesole, come nuova “casa” per le sue musiche?
Grazie a voi, grazie alla Scuola! È un grande piacere, per me, sapere che la mia musica sarà a disposizione dei giovani clarinettisti. Fino a qualche tempo fa non avevo pensato ad una donazione, ma gli avvenimenti della vita portano a nuove considerazioni. Mi sono trovato a parlare del passato con un collega, e la conversazione ha toccato la Scuola: è stata un’illuminazione, ho cominciato a nutrire questa idea ed ho ritenuto che la biblioteca della Scuola di Fiesole fosse il miglior luogo dove collocare questo mio materiale per clarinetto, che spazia dai primi metodi al concertismo (e contiene anche copie manoscritte, che io stesso avevo realizzato per avere a disposizione la musica su cui studiare, nei tempi lontani in cui non esistevano le fotocopie!).
Considero la Scuola di Fiesole un’istituzione di primaria importanza, e da sempre ho nutrito un’ammirazione sconfinata per Piero Farulli e la grande lezione del Quartetto Italiano.

Com’era avvenuto il suo incontro con la musica e con il clarinetto?
Sono nato in un piccolo paese della provincia mantovana, e verso i 12 anni mia madre mi ha portato a cantare nel coro della chiesa, cosa che lei desiderava moltissimo che io facessi. Tuttavia il coro non era per me, e così sono stato indirizzato al maestro di musica. Ho cominciato a studiare nella piccola scuola del paese, scegliendo il clarinetto tra i non molti strumenti disponibili.
Questo è stato l’inizio, poi - incoraggiato dai buoni risultati - dopo due o tre anni sono entrato al Conservatorio di Bologna, dove c’era un bravissimo insegnante, Alberto Alberani, verso il quale nutro un’immensa gratitudine. Il clarinetto mi ha appassionato, fra tutti gli strumenti a fiato, per la sua voce e le sue grandi possibilità espressive, per la sua capacità di passare da un colore morbido ad una veemente aggressività. Mi piace citare Berlioz, che diceva che il clarinetto ha la possibilità di modulare il suono, aumentarlo e diminuirlo fino a creare “il lontano, l’eco, l’eco dell’eco, il suono crepuscolare”. Bello, no?

Per oltre trent’anni lei è stato primo clarinetto dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, ed ha collaborato con grandissime bacchette: quali incontri l’hanno arricchita maggiormente?
L’esperienza dell’orchestra è qualcosa che si nutre nella continuità, giorno dopo giorno; per questo sono sempre stato contrario all’affermazione che solo un grande direttore possa insegnare qualcosa. Da tutti si apprende, e mi è capitato molte volte di ricevere un’indicazione utile anche da un direttore di non primissimo piano, e trovarmi a pensare: “Questa non la sapevo…”. Coi grandi direttori si aggiunge quel quid, ma è mettendo insieme tutto, che in 30 anni qualcosa si impara. Ovviamente solo se si ama il proprio lavoro: bisogna amare, ed esser sempre attivi e modesti, studiare, ascoltare e cercare di migliorarsi continuamente.
Nel lungo periodo che ho trascorso nel Maggio sono successe tante cose: sono stati anni bellissimi e difficili, con prese di posizione sindacali che ad un certo punto ho smesso di condividere, fatti eccezionali come l’alluvione del ’66 (che ci costrinse a lasciare per qualche tempo il Teatro Comunale…).
Sono stati anche anni di incontri fondamentali per l’orchestra, con grandi maestri come Carlo Maria Giulini, che ricordo con particolare gratitudine perché aveva un modo gentilissimo e garbato di fare le sue osservazioni ai professori d’orchestra ma, quando diceva qualcosa, arrivava dentro come una fitta... Anche con Georges Prêtre abbiamo lavorato molto spesso, facendo cose bellissime, per non parlare di Zubin Mehta, che ci ha guidato in tante tournée… anche in India; e ovviamente Riccardo Muti, per oltre 10 anni direttore principale. Di questi maestri ricordo le ore trascorse a studiare, a lavorare a fondo sulle partiture: questo è stato per me il più grande arricchimento. Abbiamo avuto anche tante altre celebrità, tra cui Leonard Bernstein, ed è stato un onore, ma tutto avveniva tanto velocemente da non lasciare un segno così profondo.
Una volta terminata l’attività in orchestra ho lasciato anche il Conservatorio… uno strappo doloroso: ci ho messo anni, per poter tornare a parlare di tutto questo. Nel frattempo avevo preso una casetta in campagna vicino a Certaldo, e in mezzo a persone semplici ho ritrovato la serenità.
Mi piace dire che sono nato nella terra di Virgilio, ho lavorato tutta la vita nella terra di Dante e concludo… con Boccaccio!

Nella sua vita professionale c’è stato spazio anche per la musica da camera?
La collocazione più naturale per gli strumenti a fiato è certamente l’orchestra, però anche la musica da camera mi ha dato molta gioia: ricordo, tra le altre, la collaborazione con Andrea Nannoni, quando era primo violoncello del Maggio: con lui suonai con molto piacere il Trio op. 11 di Beethoven.
Nel 1973 fui tra i fondatori del Musicus Concentus; affrontavamo la musica da camera sperimentando quella che allora era un’assoluta novità: le prove aperte, durante le quali mostravamo il “giocattolo” smontato, e discutevamo con sempre maggior disinvoltura e confidenza davanti al pubblico. Il risultato è stato aprire anche noi stessi; a me ha fatto un gran bene sentire il pubblico più vicino, perché mi ha aiutato a vincere l’emozione che sempre accompagna il concerto.

Lei ha svolto anche un’intensa attività didattica, e molti clarinettisti si sono formati alla sua scuola. Cosa consiglierebbe oggi ad un giovane strumentista?
Credo che sia necessario dedicare massimo impegno allo studio e frequentare corsi di perfezionamento con grandi maestri. Ho sempre consigliato ai miei allievi di seguire lezioni importanti: ad esempio, non mancavo di approfittare della presenza di Antony Pay a Firenze, incoraggiando i miei allievi ad andare da lui. Mi dispiaceva solo quando qualcuno di loro perdeva tempo frequentando lezioni non qualificate. Consigliavo di andare all’estero e di confrontarsi con i più bravi. Anch’io sarei andato fuori, se ne avessi avuto l’opportunità, ma ai miei tempi non si usava…
Raccomando ai giovani soprattutto grande modestia, e di considerare il diploma un punto di partenza. Altrettanto fondamentale è l’esperienza di un’orchestra di formazione io ho avuto la fortuna di suonare per due anni nell’A.I.D.E.M., ed a questa istituzione sono grato perché mi ha dato le basi di repertorio e di esperienza. Altrimenti, vincere presto un concorso e trovarsi sul palco di un’orchestra celebre può causare grandi difficoltà.
Per questo trovo essenziale il ruolo formativo di un progetto come la vostra Orchestra Giovanile Italiana, che svolge proprio l’indispensabile funzione di preparare i giovani strumentisti alla vita professionale.
Auguro a tutti voi della Scuola buon lavoro!

La giovane violinista Sarah Margrethe Rusnes Lie è la prima studentessa norvegese venuta a studiare alla Scuola, nella classe di Èva Erna Szabó, grazie al programma europeo di scambi Erasmus+. Le abbiamo rivolto alcune domande:

Qual è stato il tuo percorso fin qui?
Ho iniziato a studiare presso l'Università di Stavanger nel 2012, frequentando per un anno music performance, che è un tipo di preparazione necessaria ad affrontare il corso di laurea in musica, sotto la supervisione del professor Jan Bjøranger. Mi sono laureata con un esame finale nel mese di giugno 2016, ed ora sto proseguendo con un anno di studi supplementare, che ho scelto per avere la possibilità di partecipare al programma Erasmus+ per l'intero anno. Ed eccomi qui…

Come sei arrivata alla Scuola di Musica di Fiesole?
Per me era importante fare un’esperienza di studio fuori dalla Scandinavia. Volevo sperimentare un'altra cultura, imparare una nuova lingua e provare qualcosa di diverso da quello a cui ero abituata. L'Italia era in realtà il paese in cima alla mia lista, perciò quando ho saputo che il mio professore presso l'Università di Stavanger, Jan Bjøranger, aveva parlato con Riccardo Cecchetti di un accordo tra le due istituzioni, ho afferrato al volo l’occasione.
Ho sentito così tante grandi cose sulla Scuola di Musica di Fiesole che ero, e sono, incredibilmente felice di avere la possibilità di frequentare la vostra Scuola.

Quali aspetti delle lezioni con Èva Szabó ti arricchiscono maggiormente?
Ci sono tante cose diverse, e io sto ancora cercando di capire il modo in cui insegna. Mi piace che lei sia, prima di tutto, un’insegnante che si preoccupa per i suoi studenti, il che è stato chiaro per me fin dall'inizio. È gentile e comprensiva, ma anche severa (in senso buono). Tutto questo rende le lezioni con lei di grande valore, motivanti e interessanti. Eva pone l'accento su un sacco di cose che sono del tutto nuove per me, sia per quanto riguarda la tecnica, sia per la musicalità; inoltre mi aiuta di trovare modi diversi di lavorare, sia sull’arco che sulla mano sinistra. Sono molto felice per questo, e mi motiva davvero a studiare in modo più approfondito ed efficace.
Quindi, direi che la cosa che mi arricchisce di più è in questo momento il modo in cui riesce a vedere gli aspetti in cui posso migliorare, per poi fornirmi diverse alternative (esercizi, studi, pezzi, ecc) per lavorarci su. Questo finora, ma chissà, forse tra un paio di mesi dirò qualcosa di diverso!

Come stai sperimentando direttamente, la musica d’insieme ha un ampio spazio presso la nostra Scuola. Sei stata altrettanto impegnata nell’attività cameristica anche in Norvegia?
Decisamente, ma nella mia università la musica da camera è più affidata alla libera iniziativa degli studenti. Gli insegnanti ci aiutano nella creazione di gruppi, se ne abbiamo bisogno, ma poi sta a noi studenti contattare i professori per le lezioni, quando vogliamo o ne abbiamo bisogno. Quello che spesso accade allora è che la musica da camera diventi meno prioritaria, in mezzo agli altri impegni scolastici perché, non avendo una lezione regolare ogni settimana, non siamo così stimolati a prepararci. Quindi, anche se vogliamo imparare e ci piace suonare insieme, è più difficile che questo accada. Questo è uno dei motivi per cui mi piace così tanto qui, perché a Fiesole abbiamo lezioni di musica da camera ogni settimana. Il che significa che tutti noi dobbiamo farne una priorità per la preparazione, sia da soli sia insieme, per la lezione successiva. Penso che sia assolutamente un modo migliore di fare le cose, e impariamo molto di più.

Puoi descrivere somiglianze e differenze tra la nostra Scuola e l’Università di Stavanger?
Considerando che quest’anno ho solo lezioni pratiche (strumento principale, musica da camera, quartetto e orchestra), penso che le due istituzioni siano abbastanza simili, eccetto, come dicevo prima, per il modo con cui è organizzata la musica da camera. Un’altra differenza che ho notato è che qui avete la classe di quartetto distinta da quella di musica da camera, mentre nella mia Accademia abbiamo solo la categoria “musica da camera”, che comprende tutti. Per il resto credo sarebbe più facile per me notare eventuali differenze se partecipassi alle lezioni teoriche. Per esempio, nella mia università non abbiamo le lezioni di solfeggio….

Hai preso parte, nel dicembre scorso, ad un breve tour in cui l'Orchestra Galilei ha eseguito alcuni Concerti Brandeburghesi con Enrico Casazza a Milano, Rovato e Brescia. Puoi raccontarci qualcosa di questa esperienza?
È stata davvero una cosa fantastica!
All’Università di Stavanger ho avuto la fortuna di far parte dell’ensemble d’archi 1B1, guidato da Jan Bjøranger, che è forse una delle più grandi ragioni del mio amore per la musica, e anche dei miglioramenti del mio modo di suonare negli ultimi anni. Il modo in cui lavoriamo e suoniamo insieme nel 1B1 è abbastanza unico, e per questo spesso sono stata un po’ delusa dalle esperienze con altre orchestre, quando ho sentito mancare l’ispirazione e l’attenzione che ho sempre apprezzato tanto in 1B1.
Grande è stata quindi la mia felicità, quando ho visto nell’Orchestra Galilei proprio quell’entusiasmo e quella stessa cura che mi piacciono tanto. Già dalla prima prova mi sono sentita accolta e ispirata, e quindi molto fortunata! Mi è piaciuto molto il modo in cui Enrico Casazza ha guidato le prove e suonato con noi. Sono molto, molto grata di aver potuto fare questa bellissima esperienza.


La Scuola desidera contribuire a far conoscere un bel progetto musicale, promosso dall’Associazione Piero Farulli Onlus - la musica un bene da restituire: si tratta della formazione di un nuovo coro interculturale, che ha lo scopo di facilitare il dialogo fra i migranti e la popolazione locale. Il progetto è stato selezionato dalla Fondazione il Cuore si scioglie, che lo ha inserito nella campagna di crowdfunding promossa sulla piattaforma Eppela.
Fino al 25 febbraio chiunque può così dare un contributo alla realizzazione dell’iniziativa al link https://www.eppela.com/it/projects/11981-libere-voci-dal-mondo
Il problema dei rifugiati coinvolge le zone interne della nostra Regione: giovani migranti si aggirano sperduti nei sentieri dei boschi che sovrastano Dicomano, Londa, Rufina.
L’isolamento cui spesso sono costretti rischia di rendere ancor più estranea questa desolata umanità, che ha dovuto abbandonare tutti gli affetti per salvare sé e le famiglie dalla guerra, dalla fame, dalla miseria. Al tempo stesso fra gli italiani serpeggia un senso di disagio di fronte a tanti giovani stranieri che passano le loro giornate in attesa.
L’Associazione Piero Farulli vuole dare il suo contributo all’indifferibile percorso di integrazione, proponendo la musica come efficace strumento di aggregazione e conoscenza reciproca.
Le prove del coro sono appena iniziate: il primo incontro si è tenuto sabato 21 gennaio nella sala polivalente del Comune di Londa. Chi fosse interessato a partecipare al coro può scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Non è richiesta alcuna conoscenza della musica, non ci sono limiti di età e la partecipazione è gratuita.

Per informazioni: 338/6611779 email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il video di presentazione realizzato per la campagna si trova al seguente indirizzo: https://youtu.be/8TV8tdqL-B0

Grazie alla passione ed alla  generosità di tanti donatori, anche nel 2016 la Scuola è riuscita a garantire progetti importantissimi e gratuiti in periferie multiculturali come le Piagge e Sorgane, dove 86 bambini hanno avuto la possibilità di partecipare al grande laboratorio educativo dei Nuclei Orchestrali. Attraverso lo studio di uno strumento, hanno imparato la musica come forma di espressione individuale, ma anche e soprattutto come armonico linguaggio del vivere insieme.
Avete sostenuto il sogno di giovani solisti grazie all’istituzione di borse di studio, fondamentali per gli studenti più meritevoli e con meno possibilità economiche per fare della loro passione una professione. Alcune di queste borse sono appuntamenti che da anni promuovono l’eccellenza, come il Concorso per quartetti d’archi V.E. Rimbotti, -che quest’anno ha visto la vittoria del Quartetto Mettis, le borse di studio messe a disposizione dalla Fondazione CR Firenze, dalla Fondazione Walton e dalla Fondazione Ciampi; non dimentichiamo poi la borsa in ricordo di Giuliano Valori per due giovani pianisti, le borse in memoria di Paolo Fioretti e quelle dell'Associazione Amici della Scuola, che da vent’anni consentono a molti studenti di proseguire gli studi.
Siete stati generosi con la Scuola, e in tanti avete aderito alla campagna promossa dall’Avvocato Paolo Fresco, che raddoppiava le vostre donazioni, dimostrando che il contributo di ciascuno può fare la differenza.
Ci avete donato strumenti preziosissimi per la crescita dei nostri giovani musicisti. Ad esempio, i piccoli musicisti di Piagge e Sorgane hanno ricevuto, grazie alla generosità di Bernardo Donati ed alla collaborazione dei liutai Sorgentone e Mecatti, nuovi archi, spalliere e corde.

Nel 2016, insieme a voi, abbiamo scritto una bella pagina di musica, promuovendo la cultura musicale e l’eccellenza, soprattutto tra i più giovani. Grazie!

Anche nel 2017 potete fare la differenza e vivere la musica da protagonisti.
Realizzare il sogno di portare la musica a tutti è semplice: sostenete i progetti della Scuola di Musica di Fiesole http://www.scuolamusicafiesole.it/it/sostieni

Una folla festosa ha riempito anche quest’anno l’Opera di Firenze, per iniziare il 2017 in compagnia della grande musica e dei giovani strumentisti fiesolani.
I brani in programma hanno permesso alle orchestre della Scuola di sprigionare l’entusiasmo del far musica insieme, ed anche di mettere in luce le ottime qualità dei giovani che ne compongono le file. Grande emozione e soddisfazione per Giampaolo Pretto, chiamato prima a guidare una lanciatissima Orchestra dei Ragazzi, e poi a concertare e dirigere un ampio organico sinfonico, nel quale una buona parte degli strumentisti sedeva per la prima volta di fronte ai leggii dell’Orchestra Giovanile Italiana.
Prima dell’inizio del concerto, il nostro Sovrintendente Lorenzo Cinatti ha preso la parola per augurare a tutti un anno sereno e proficuo; con lui sul palco Serena Spinelli, Consigliera della Regione Toscana, Dario Nardella Sindaco di Firenze e Anna Ravoni Sindaca di Fiesole, che a loro volta hanno rivolto ai fiorentini i loro auguri.

Il Direttore Artistico Alain Meunier, impossibilitato a partecipare personalmente alla matinée, ha chiesto che fosse data lettura del suo messaggio, nel quale si sottolineava affettuosamente il senso della dedica del concerto alla memoria di Andrea Tacchi:

Cari Amici,
voglio dirvi quanto mi dispiace non poter celebrare l'anno nuovo insieme a voi tutti! Per prima cosa perché è un giorno particolare nella vita dei musicisti della Scuola, ma ancora di più quest'anno, essendo il concerto di Capodanno dedicato alla splendida figura di Andrea Tacchi... Come non ricordare il tempo in cui facevamo musica per le Settimane Internazionali di Musica d'insieme di Napoli con Accardo, Giuranna, Petracchi, Canino e tanti ancora? Ma stamani è tutto per TE e si suonerà coll'orgoglio di fare musica, portando il tuo messaggio di musicista unico, veramente unico! Un messaggio di serietà, di rispetto, d'umiltà… e di gentilezza, sempre, per tutti. Ciascuno dei nostri giovani suonerà ascoltando il suo vicino di leggio, come il più lontano; attento ai particolari come al tutto, fiero di far vivere la Tua costante lezione di musica, di vita, fiero d'invitarTi ad un gioioso incontro e fieri tutti di offrire al nostro Andrea un unico cuore, gonfio di gioia di fare, gonfio d'amore.
Andrea carissimo la Scuola Ti festeggia, la Scuola Ti vuole vivo, la Scuola Ti ringrazia e Ti canta.
Allora, insieme a Te, ce lo consenti? la Scuola porta i suoi fervidi auguri a tutti voi....

Ciao Tacchi!

Il violinista Stefano Farulli, allievo della Scuola fin dalla fanciullezza nella classe di Alina Company, si trova adesso a Berlino, dove sta completando i suoi studi con Nora Chastain presso l’Universität der Künste, una delle due hochschule della capitale tedesca.
Da pochi giorni Stefano è konzertmeister dell’orchestra universitaria… congratulazioni!

Una bellissima notizia per l’anno nuovo: il Bonus Stradivari, varato nel 2016 per aiutare i giovani musicisti nell’acquisto degli strumenti, si rinnova e si estende a comprendere tutti coloro che studiano musica presso le istituzioni abilitate al rilascio dei titoli AFAM; gli allievi della Scuola potranno pertanto usufruire di un contributo del 65% (fino ad un massimo di 2500 euro) sul prezzo di acquisto di uno strumento musicale, anche relativamente ad un corso complementare.
Un bel segnale di sensibilità da parte delle istituzioni, ed un importante sostegno alle famiglie dei giovani musicisti!

Qui di seguito le novità 2017
1) Estensione del Bonus agli studenti di tutti i corsi dei Conservatori, degli ISSM e degli enti abilitati a rilasciare titoli riconosciuti Afam: preaccademici, triennio, biennio e precedente ordinamento. In aggiunta, sono compresi anche i corsi di strumento complementare (esclusi nel 2016);
2) Estensione agli studenti dei Licei Musicali;
3) Cambiano le modalità del Bonus: non più euro 1.000, ma un contributo del 65% sul prezzo di acquisto, fino a un contributo massimo di euro 2.500;
4) La legge entra in vigore dal 1° gennaio 2017, ma il Bonus sarà operativo a seguito del provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate: prima dell’emanazione di tale decreto, che disciplinerà anche i termini dei certificati da rilasciare, invitiamo gli enti a non rilasciare certificati.
Sono esclusi dal Bonus 2017 gli studenti che ne hanno beneficiato nel 2016, in quanto si tratta di un Bonus una tantum.
Non cambiano le modalità operative: certificato ad hoc rilasciato in copia unica dall’ente (senza marca da bollo), bonus applicato come sconto dal produttore/rivenditore, che recupera il dovuto con credito d’imposta

Matinée di alto profilo istituzionale nell’Aula del Senato, che ha visto domenica 18 dicembre protagonisti del Concerto di Natale i giovani musicisti del "Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia Onlus" diretti da Gianna Fratta, con il Coro Mani Bianche e il Coro Voci Bianche, e la partecipazione della cantante Paola Turci e del trombettista Paolo Fresu. L'orchestra era composta da giovani provenienti dai Nuclei di oltre 10 città, espressione dinamica ed inclusiva delle diverse realtà del Paese, che si sono unite ai cori in uno spirito di forte condivisione.
Il Coro delle Mani Bianche è stato diretto da Naybeth Garcìa, fondatrice insieme a Jhonny Gòmez del metodo "Manos Blancas", che si è diffuso in tutto il mondo grazie alla sua comprovata efficacia nel sostegno all'integrazione e all'abbattimento delle barriere fisiche e sociali.
Il concerto, trasmesso in diretta da Rai 1 ed in Eurovisione, accostava brani del grande repertorio classico, famose composizioni jazz e tradizionali brani natalizi ed ha suscitato grande entusiasmo e commozione negli ascoltatori, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le più alte cariche dello Stato.
Un’occasione importante per porre all’attenzione del mondo politico il capillare lavoro del Sistema italiano, alla cui realizzazione la Scuola contribuisce fin dalla fondazione con ruoli di coordinamento, direzione e formazione.

Tre appuntamenti pomeridiani (dal 6 all’8 gennaio, ore 17.45) portano al Saloncino del Teatro alla Pergola l’Orchestra dei Ragazzi, con Edoardo Rosadini per Il primo concerto dell’orso Paddington.
Nel 1958 lo scrittore inglese Michael Bond dette alle stampe A Bear called Paddington, ispirato da un solitario orsacchiotto di pezza visto negli scaffali di un negozio londinese nei pressi della stazione di Paddington. Bond dichiarò di aver pensato ai bambini che si allontanavano da Londra durante la guerra per sfuggire ai bombardamenti: tutti aspettavano il treno e avevano un cartoncino ed un bagaglio, esattamente come l’orsetto della storia che, seduto sulla sua valigia, mostra un cartellino che recita: “Per favore prendetevi cura di quest’orso. Grazie”.
L’incontro con la famiglia Brown, che adotta l’orsetto col nome del luogo del ritrovamento, è l’inizio di una serie di divertenti avventure, una delle quali è raccontata nel melologo Il primo concerto dell’orso Paddington.
La musica è dell’eclettico compositore inglese Herbert Chappell (1934) che, dopo una severa formazione cui aveva contribuito Egon Wellesz - esponente della seconda scuola di Vienna -, sceglie una via divulgativa ed accattivante, avvicinando il grande pubblico alla musica con l’aiuto di protagonisti della scena internazionale come Leonard Bernstein e Luciano Pavarotti, e conquista il successo con musiche per il cinema e la TV.
Il progetto che la Scuola di Musica di Fiesole attua in collaborazione con il Teatro della Toscana ha la doppia valenza di uno spettacolo per giovanissimi interpretato da coetanei, poiché a portare in scena le avventure dell’orsetto sono i musicisti dell’Orchestra dei Ragazzi della Scuola, guidati dal loro docente-direttore Edoardo Rosadini; la storia avrà la calda e mutevole voce dell’attore Lorenzo Macrì, da molti anni impegnato in un’intensa attività teatrale e di doppiaggio.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ha reso noto il documento contenente le linee guida di intervento per il triennio 2017-2019. Con grande soddisfazione la Scuola può annunciare di essere stata inserita in una ristretta cerchia di istituzioni (di cui fanno parte l’Opera Firenze, il Teatro della Toscana, la Fondazione Palazzo Strozzi…) che beneficeranno di un’erogazione triennale. La rinnovata e grande fiducia della Fondazione è per la Scuola un sostegno prezioso, e siamo certi che rappresenti il segno tangibile della considerazione del livello di eccellenza raggiunto dall’istituzione in questi anni, ed anche la valorizzazione dell’impegno profuso nel diffondere la pratica musicale nel modo più ampio ed inclusivo.
“Con la Fondazione c'è la condivisione delle linee strategiche di intervento per il territorio, attraverso la leva della cultura e della formazione”, commenta il nostro Sovrintendente Lorenzo Cinatti. “Essere inseriti fra gli enti destinatari di un sostegno istituzionale non è certo per noi un punto di arrivo, ma al contrario un nuovo stimolo, per progettare e realizzare nuovi interventi e progetti”.
La sicurezza di un contributo pluriennale non solo agevolerà la pianificazione delle attività già avviate -come i nuclei orchestrali delle Piagge e di Sorgane ed il progetto Coroinsieme, che la Scuola offre gratuitamente ai cittadini più piccoli– ma sarà un potente incentivo ad immaginare la scuola di domani, in una realtà fluida e ricca di nuove sfide.
Il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze è da sempre vitale nell’attività didattica della Scuola, che negli anni ha raggiunto di importanti traguardi, come l’accreditamento ministeriale al rilascio del Diploma AFAM di I livello: è infine anche grazie a FCRF che prosegue il cammino dell’Orchestra Giovanile Italiana, che in oltre trent’anni di attività ha formato più di 1000 musicisti oggi attivi nelle orchestre e nelle scuole di musica di tutto il mondo.

Grande successo e soddisfazione degli organizzatori per le oltre 4000 presenze registrate nelle “postazioni” musicali di Strings City: la formula che abbinava in un’unica giornata la visita a musei, biblioteche, teatri e chiese cittadine all’ascolto della musica è stata decisamente vincente. Gli ascoltatori, assiepati ed entusiasti, hanno formulato il desiderio di veder riproporre l’evento al più presto; dal canto loro i musicisti, all’opera tra i luoghi più significativi della storia fiorentina, sono stati felici di essere per un giorno il cuore pulsante della vita della città.
Fortemente voluta dal Comune di Firenze, Strings City è stata curata dalla Scuola di Musica di Fiesole con la partecipazione attiva del Conservatorio “Luigi Cherubini”, del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Orchestra della Toscana. Per la prima volta queste quattro importanti istituzioni culturali cittadine hanno elaborato un progetto condiviso di alto livello che segna a tutti gli effetti un modello da replicare.
Un ringraziamento infine a tutti i musicisti che hanno reso possibile, con la loro partecipazione, Strings City.
Il Coordinamento organizzativo di Strings City è stato curato da Accapiù; progetto grafco di Zetalab.

Trasferta lombarda per l’Orchestra Galilei, impegnata nella ripresa del progetto dedicato ai Concerti Brandeburghesi che, nella scorsa primavera, aveva portato a Fiesole il violinista Enrico Casazza in qualità di maestro concertatore e solista. L’incontro con i giovani musicisti della Scuola è stato particolarmente felice per il maestro veneto, ed il desiderio di proseguire quest’esperienza porta oggi alla realizzazione di un piccolo tour, che tra il 10 e il 12 dicembre toccherà Milano, Rovato e Brescia.
Enrico Casazza, musicista dall’ampia e riconosciuta esperienza internazionale in questo repertorio, sarà perciò nuovamente alla guida della Galilei, mentre i ruoli principali saranno affidati ad alcuni docenti dell’Istituto Superiore Studi Musicali “Gaetano Donizetti” di Bergamo: i flautisti Paola Bonora e Michele Podera ed il cembalista Thomas Gavazzi. A loro si unirà anche Edoardo Rosadini, maestro preparatore dell’orchestra e viola solista per il Sesto Concerto.
Verranno eseguiti quattro (il Terzo, il Quarto, il Quinto ed il Sesto) dei sei Concerti Brandeburghesi, come furono battezzati nel 1873 dal biografo Philipp Spitta i Concerts avec plusieurs instruments inviati nel 1721 da Bach a Christian Ludwig, margravio del Brandeburgo, perché questi potesse farli eseguire dalla sua orchestra. Essi costituiscono un autorevole riepilogo della forma barocca del “concerto”, che aveva conosciuto in Italia le massime realizzazioni: assimilano e riorganizzano i materiali più diversi, combinando con grande libertà la lezione di Vivaldi e Corelli col rigore del contrappunto e le suggestioni della vocalità.
Il 10 dicembre l’Orchestra Galilei sarà sul palco della Palazzina Liberty di Milano, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Uomo; il concerto (ore 17) è ospitato da Milano Classica nel Festival Meetings 2016 Bach to the Future. Il giorno successivo sarà il complesso quattrocentesco del Convento della SS. Annunciata di Rovato (BS) ad accogliere alle 18.30 la musica di Bach nella raccolta atmosfera della Chiesa dell’Annunciata, mentre il 12 dicembre (ore 21) i Brandeburghesi risuoneranno nella preziosa cornice settecentesca del Ridotto del Teatro Grande di Brescia, per un concerto in collaborazione con le Settimane Barocche di Brescia.
Anche il soggiorno dell’Orchestra Galilei si preannuncia come un’esperienza speciale: i ragazzi saranno ospitati presso la Cascina Clarabella, cooperativa agricola e sociale di inserimento lavorativo che si adopera per un turismo etico e sostenibile sulle rive del lago d’Iseo, tra i vigneti del Franciacorta.

Anche i bambini del nuovo millennio hanno bisogno delle favole: ecco cinque date tra cui scegliere per far ascoltare loro queste storie geniali, scritte da un rivoluzionario autore per l’infanzia e messe in musica dai giovani compositori fiesolani; saranno in scena ad interpretarle Diletta Oculisti, Giacomo Bogani ed i sei musicisti che compongono il Fiesole Music Ensemble. Dal 20 al 22 dicembre presso il Teatro Studio di Scandicci, ed il 26 e 27 dicembre al Teatro Niccolini (ore 17.45), le Favole al telefono sono affidate alla regia di Andrea Bruno Savelli.

All’inizio dell’autunno, il CdA della Scuola ha ratificato le nomine del Sovrintendente Lorenzo Cinatti e del Direttore Artistico Alain Meunier, espresse dal voto dei docenti fiesolani lo scorso maggio. Se per Lorenzo Cinatti è stata un’importante conferma, avvalorata da un elevatissimo consenso, per il violoncellista Alain Meunier si tratta invece del primo mandato. Nato a Parigi, porta a Fiesole la sua lunga esperienza di concertista, il suo entusiasmo e la sua acclarata competenza, che da tempo lo destinano ad incarichi prestigiosi. Professore onorario dei Conservatoires Nationaux Supérieurs di Lione e di Parigi, è anche direttore artistico del Festival d'Entrecasteaux (Var). Dirige inoltre il Concorso e il Festival Quatuors à Bordeaux, e nella stessa città presiede il Pôle d'Enseignement Supérieur Musique et Danse.

Trascorso qualche mese dal suo insediamento, abbiamo rivolto al Maestro Meunier alcune domande:

Cosa l’ha portata a Fiesole?
Strani effetti delle circostanze e di qualcosa di più profondo, che tocca la vita stessa dell’individuo. Mi spiego: un bel giorno un insegnante della Scuola mi ha telefonato per dirmi che ci sarebbe stato il rinnovo della Direzione Artistica. “Perché non ti presenti?”- mi ha detto. Ho risposto: “Tu sei matto!…vivo a Parigi e ho tante cose da fare…”
Pian piano, però, il pensiero della Scuola si è fatto strada dentro di me, ed ha cominciato a collegarsi ai ricordi dei miei esordi musicali in Toscana, all’Accademia Chigiana di Siena. Conoscevo Piero Farulli dagli anni ’60, e avevamo avuto molte occasioni d’incontro e conversazione. Poi (cosa molto importante!) ho parlato della possibilità di un incarico a Fiesole alla mia compagna, che essendo più giovane non ha vissuto con me quegli anni lontani in Toscana; in lei ho trovato una risposta entusiastica, e questa è stata un’ulteriore spinta a farmi avanti.
Allora ho richiamato l’amico docente, e mi sono subito messo al lavoro per stendere il mio programma, dato che restavano pochi giorni alla scadenza per la presentazione delle candidature. Le cose sono andate bene per me, e adesso… vorrei che andassero altrettanto bene per la Scuola! Non lo dico pro forma, ne sono davvero profondamente convinto.
Ieri, tornando da Roma, ho incontrato in treno Andrea Lucchesini, che mi ha ricordato di avermi avvertito, qualche mese fa, che la Scuola ti intrappola… È proprio così, ed è bellissimo: trovo che tutto questo dia un senso nuovo alla mia vita. A 74 anni, che sono un’età importante, mi sento felice di avere l’opportunità di fare qualcosa per la Scuola. Questo per la parte egoista dell’essere umano…

Quali sono i suoi ricordi di Piero Farulli?
Tantissimi. Ricordo Piero cultore di un’arte di vivere, onirico e sognante, che lottava fiducioso che la politica sarebbe riuscita ad assicurare un luminoso futuro alla cultura.
Ho frequentato Piero come insegnante a Siena, abbiamo suonato insieme, sono venuto qualche volta a Fiesole. Qui ho suonato, una volta, anche con Tiziano Mealli, che avevo conosciuto tramite suo padre, durante il Concorso Vittorio Gui, dove spesso ritrovavo Piero a presiedere imperiosamente la giuria.
Inoltre, essendo dal 1988 responsabile del Concorso di Evian (oggi a Bordeaux) -grazie all’appoggio di Rostropovich, che presiedeva ad Evian gli Incontri musicali- ho invitato spesso Piero in commissione, e lo ricordo una volta indignato, perché alcuni giurati che facevano parte di uno stesso quartetto votavano differentemente. “Non è possibile! –aveva esclamato- Un quartetto DEVE avere un voto unanime!”
Avevamo tante discussioni sulle differenti realtà dei nostri rispettivi paesi: per Piero il fatto che io fossi francese e abitassi in Francia era una fortuna invidiabile. In effetti, all’inizio dell’era Mitterrand, c’era stato un periodo molto “italiano”: Massimo Bogianckino direttore generale dell’Opéra, Gae Aulenti che progettava il Musée d’Orsay… Erano gli anni di Jack Lang, un ministro della cultura illuminato. Cercavo di convincere Piero che anche noi, in Francia, avevamo parecchi problemi, ma a lui sembrava un eden.
Avevamo discussioni bellissime e molto aperte, in cui trovavo l’umanista curioso e attento, anche se granitico sulle sue convinzioni in tema di cultura e società.

Quale impressione ha ricevuto dalla Scuola in questi primi mesi?
L’impressione di non essere all’altezza dell’impegno, e non per falsa modestia, ma semplicemente perché è l’impegno ad essere enorme. La Scuola è un “polpo” gigante, con tentacoli da ogni parte: bisogna tentare di avere presto una visione globale e poi, purtroppo –e anche per fortuna– entrare nei particolari. In modo veloce, perché se è vero che il direttore artistico deve assestarsi, è altrettanto vero che deve farlo in fretta!
Ci sono tante difficoltà, e tra le mie debolezze c’è il fatto di non essere italiano: faccio un po’ di fatica ad orientarmi in certi meccanismi e tra le tante sigle (che, per la verità, anche in Francia mi confondono). Bisogna mettersi al lavoro, entrare nel dettaglio, come il contadino entra nella terra con la vanga. Non è qualcosa che mi spaventa, anzi mi piace, e sono disposto a rinunciare a qualche “comodità”. Per esempio alloggio volentieri dentro la Scuola, alla Casa Seri, che è piccolissima ma accogliente. Ed è piaciuta anche alla mia compagna.

Qual è la sua “squadra”?
Ci sono i responsabili dei Dipartimenti, che sono fondamentali come interlocutori di trasmissione delle informazioni e dei progetti, e non intendo cambiare questo. Credo però che dovrò forse formalizzare l’esistenza di un piccolo gruppo di collaboratori: per certi ambiti lavoro con Antonello Farulli, mentre per altri con Matteo Fossi. Sono molto vicino anche a Riccardo Cecchetti, o a Tiziano Mealli, ma non è limitativo… In ogni caso intendo assolutamente superare il momento di divisione che le ultime elezioni hanno inevitabilmente determinato.
Un insegnante, di grande impegno, ha chiesto subito di vedermi e mi ha detto candidamente di non aver votato per me. “Benissimo, era il suo diritto più assoluto!” - gli ho risposto.
Apprezzo la sincerità e credo che potremo lavorare efficacemente su questa base.
Credo che l’interesse comune debba essere protetto, al di là degli “schieramenti” contrapposti: anche altri si erano molto esposti per Lorenza (Lorenza Borrani, candidata alla direzione artistica n.d.r.), una meraviglia d’artista e une grande dame: mi sono informato, ho saputo che era gente in gamba e capace di affrontare con successo vari problemi di fondamentale importanza per la Scuola. Per nessun motivo li avrei sostituiti…
Sono molto contento di lavorare con Giovanna Berti, alla quale sento di poter dare la mia fiducia e dalla quale ricevo suggerimenti utilissimi e competenti e grande gentilezza.
Vorrei anche mettere in moto nuovamente la Commissione Artistica, che immagino composta di personalità esterne alla Scuola, che possano farci avere una visione “da fuori”, così come desidero avvicinare i canali musicali non tradizionali.

La Scuola si prepara alla grande festa di Strings City. Cosa pensa di questa iniziativa? E dei rapporti di Fiesole con le altre istituzioni musicali in città?
Una bellissima iniziativa, in quanto c’è l’unione del posto e dei fatti, anche dei fatti esterni al posto, ma ad esso correlati: la musica sta certamente bene in una biblioteca, anche se lì la normale dimensione è il silenzio (dimensione peraltro fondamentale anche nella musica…). Va benissimo al museo, in mezzo alle opere d’arte, dove offre un ulteriore godimento al pubblico in visita.
La musica è al suo posto dappertutto: la cosa più importante è aver cura di come la si presenta. Credo che la giornata di Strings City sarà bellissima, la Scuola sarà presente con tutti i ragazzi che si sono preparati per questo, e potrà mostrare alcuni dei suoi tanti volti, compreso il mio!
Ho infatti invitato a suonare con me all’Istituto Francese Tiziano Mealli e Giovanni Riccucci: insieme eseguiremo Beethoven e Brahms.
A questo proposito sono contento di aver coinvolto un insegnante del Conservatorio di Firenze ed un professore dell’Orchestra del Maggio, nello spirito di collaborazione con le istituzioni che fanno musica in città.
Ho avuto pochi giorni fa un piacevolissimo incontro con il Direttore ed il Presidente del Conservatorio di Firenze; siamo rimasti d’accordo di attivare maggiori contatti: gli allievi di Fiesole saranno invitati a suonare da loro e i ragazzi del Conservatorio verranno qui da noi. Lo stesso per quanto riguarda le masterclass: ho già dato disponibilità ad accogliere i ragazzi del Cherubini alla lezione magistrale che terrò il 2 aprile nell’ambito del nostro Weekend di musica da camera.
Stiamo anche progettando di unire le orchestre per qualche concerto simbolico… procediamo decisi quanto tranquilli.

Dopo aver attivato i Nuclei delle Piagge e di Sorgane, l’impegno sociale della Scuola si amplia ulteriormente, con l’iniziativa dell’Orchestra Sinfonica Inclusiva… cosa pensa di questi settori di intervento educativo?
Ne penso tutto il bene possibile, come essere umano e cittadino, prima ancora che come musicista… noi, che chiediamo sempre alla società di dar ascolto alle nostre richieste e rivendichiamo i nostri diritti, abbiamo dei doveri nei confronti di coloro che vengono spesso scartati dal gioco sociale, e questi progetti rispondono proprio a questa esigenza.
Si tratta però di un impegno notevole e molto delicato, e qualche volta mi viene l’idea –totalmente sbagliata, lo ammetto- che si potrebbe pensare a due scuole, una dedicata ai musicisti ed un’altra in cui tutti –a cominciare dai musicisti formati nella prima– si dedicano agli altri più svantaggiati, irradiando il loro sapere. Questo come capacità di assumere in pieno la responsabilità di vivere; spesso infatti ci limitiamo a sopravvivere (spiritualmente) e dimentichiamo in mezzo a chi ci troviamo.

In che modo pensa di affrontare le tante problematiche connesse alla vita della Scuola?
In generale, penso che faccia parte del mio impegno alla direzione artistica far di tutto per portare valori positivi ed armonia, anche se qualcosa di quello che verrà fatto non piacerà a tutti. Cerchiamo di evitare le guerre inutili che a volte, per ineleganza o per inavvertenza, producono effetti pericolosi e non desiderati.
Stando un po’ attenti, si può cercare di evitare certe contrapposizioni… bisogna considerare tutto e tutti. Compresi i genitori degli allievi, che vanno incontrati per spiegar loro l’andamento della Scuola e far accettare le nostre decisioni. Se poi, ciò che si è stabilito (tenendo conto delle necessità della Scuola) non viene accolto nonostante le spiegazioni, pazienza, e ognuno per la sua strada.

L’incarico della Direzione Artistica le affida anche la responsabilità delle orchestre della Scuola…
Appena arrivato, se avessi dovuto dar ascolto a certe voci, avrei chiuso l’Orchestra Giovanile, o l’avrei ridotta. Mi ricordo di averne parlato con Andrea Lucchesini, al quale avevo posto l’ipotesi di ridimensionarne l’organico, trasformandola in un complesso mozartiano. Per lui non era una buona idea: l’ho ascoltato senza troppa convinzione, poi piano piano ho incontrato le persone, ho ascoltato le prove e mi sono convinto della validità splendida del progetto. Ero presente all’ultimo concerto a Perugia, il 23 ottobre scorso, ed è stato bellissimo; ovviamente la validità del progetto non dipende dall’esito di un concerto, ma mi sono convinto che l’Orchestra Giovanile sia un valore da proteggere.
La sopravvivenza dell’OGI è legata alla necessità di rispondere a degli inviti, però il rischio è che dal punto di vista didattico sia un po’ come mettere il carro davanti ai buoi. Insomma, cercheremo di incrementare il percorso formativo, affinché sia il più efficiente possibile.
Ho apprezzato moltissimo anche l’Orchestra dei Ragazzi, che ho ascoltato in occasione del concerto del 2 ottobre, in cui si festeggiava la vittoria di Vienna: è un progetto bellissimo, che però dev’essere calibrato sulle esigenze ed i tempi dei ragazzi.
Vorrei poi creare un’orchestra della Scuola… Certo che la Scuola non manca di orchestre!! …ma penso ad una che abbia efficacia come strumento didattico dedicato al Triennio e alle missioni del percorso “professionale” della Scuola, con organico stabile e coerente. In questa orchestra non potranno stare tutti, ma solo coloro che stanno compiendo un percorso accademico.
Comunque, dall’orchestra sulla carta a quella ideale per il nostro progetto ci vorrà ancora un po’ di riflessione.

Qualche novità in vista?
C’è molto da fare già adesso, ma non mi dispiacerebbe immaginare una presenza del jazz, all’interno della Scuola. Non dobbiamo dimenticare che Ravel, Honegger, Stravinskij e tanti altri furono di colpo aperti a questa musica, e vollero approfittare della ricchezza di altri orizzonti... perché non fare altrettanto?

Le 308 (!) domande pervenute alla segreteria dell’Orchestra Giovanile Italiana hanno costretto ad un vero tour de force i maestri che formavano le commissioni giudicanti. Addirittura 51 i flautisti iscritti, seguiti da 47 clarinetti, 20 corni, 35 trombe e ben 16 tromboni, nonché 31 aspiranti percussionisti. Numeri alti anche nel settore degli archi, per un totale di 205 musicisti cui è stata riconosciuta l’idoneità a far parte dell’OGI 2017.
Agli strumentisti ascoltati a Fiesole vanno infatti ad aggiungersi coloro che hanno superato le audizioni per accedere all’EUYO (European Youth Orchestra) alla fine di ottobre.

Si sono chiuse da pochi giorni le iscrizioni all’Orchestra Sinfonica Inclusiva della Toscana. La Scuola ha ricevuto ben 43 domande per accedere alla selezione che individuerà i partecipanti al nuovo progetto, dedicato agli alunni con disabilità motorie e intellettive. Si tratta di un risultato che conferma l’interesse suscitato dall’iniziativa, e che rende la Scuola felice ed impaziente di poter presto iniziare questo percorso formativo, con le rodate ed efficaci metodologie di Esagramma.

Sono 297 i giovani musicisti che stanno partecipando alle audizioni per entrare nell’Orchestra Giovanile Italiana 2017: il numero, davvero alto (ed in crescita costante negli ultimi anni), rende la Scuola orgogliosa ed ancora più responsabilizzata nei confronti di un progetto didattico di grande impegno e visibilità come l’OGI. Di questo ed altro parliamo con Giampaolo Pretto, dal 2012 maestro preparatore della Giovanile e da sempre vicino alla Scuola, prima come giovanissimo primo flauto dell’OGI, dal 2000 come docente dell’orchestra per la preparazione individuale dei flauti e la sezione fiati, e dal 2014 nei Corsi di Perfezionamento per la musica da camera.

Questi numeri parlano chiaro: entrare nell’Orchestra Giovanile Italiana è un obiettivo importante, per i giovani musicisti.
Sono davvero orgoglioso di questi risultati, resi ancora più eccezionali dal contesto nel quale attecchiscono, visto che mai prima d'ora, in Italia, si era assistito ad una simile corsa, scomposta e scoordinata, a fondare compagini giovanili; in gran parte finalizzate a sfruttare professionalità (peraltro non pienamente formate) a basso costo.
L'OGI dimostra invece ancora una volta, dopo trentadue anni, di essere un'iniziativa con dei tratti di eccezionalità evidentemente indiscussi, in primo luogo, da chi ne fruisce.
E non parlo solo dei giovani, che la scelgono per la qualità e serietà che le vengono riconosciute da tutti coloro che vogliano definirsi un minimo obiettivi e perfino dai competitori…

Ma anche...?
Parlo anche delle Società di concerti e di distribuzione in generale che, ancor più negli ultimi anni, continuano ad attribuire all’OGI quella fiducia che i risultati di palese eccellenza dimostrano di meritare in pieno. I numeri che abbiamo visto dipendono anche dal fatto, molto semplice, che la qualità passa di bocca in bocca, e dopo un'annata di concerti splendidi come questa, chi tra i giovani non vorrebbe far parte dell'Orchestra Giovanile Italiana?

Parliamo dei concerti: quali sono stati nel 2016 i momenti di maggior entusiasmo e soddisfazione per l’orchestra?
Avere l’onore di aprire e chiudere, con due memorabili concerti, una delle rassegne più rinomate d’Europa come il Ravello Festival, accanto ad alcune tra le più importanti compagini internazionali, ha costituito senza dubbio uno dei momenti più significativi del percorso OGI dalla sua fondazione: per di più con bacchette di prestigio indiscutibile, come il giovane Juraj Valčuha, già direttore principale della Nazionale Rai e attualmente direttore del San Carlo, e il celeberrimo Jeffrey Tate, di altra generazione e di diversa ma acclamata esperienza. Si parla di musicisti che dirigono abitualmente le più importanti orchestre del mondo! Per proseguire poi con un’esperienza formativa quant’altre mai, come quella di supportare il Corso di direzione d’orchestra del direttore italiano che il mondo ci invidia di più, Daniele Gatti, (principale al Concertgebouw di Amsterdam), storico sostenitore dell’OGI, presso un’Istituzione di primaria eccellenza come l’Accademia Chigiana di Siena. I ragazzi mi hanno riferito di avere imparato tantissimo, nel dover rispondere alle richieste dei giovani direttori alternate alle correzioni di un artista così profondo ed esperto come Gatti. Per non parlare dell’esecuzione, come orchestra residente su piano triennale all’Unione Musicale di Torino, di un capolavoro come la Quinta sinfonia di Mahler col giovane ma già affermato Andris Poga, o del profondo scambio loro offerto da Andrea Lucchesini in occasione del Festival Mito, che ha visto i ragazzi coinvolti e valorizzati al suo fianco, sia in veste di cameristi che di partner sinfonici nell’esecuzione dei due concerti in do minore di Mozart e Beethoven in diretta radiofonica nazionale; continuando con la splendida triade autunnale di concerti con John Axelrod, e senza tacere la fondamentale esperienza operistica con Nicola Paszkowski nella Vedova Allegra di Lehàr che aveva aperto le “danze”: i nostri ragazzi hanno avuto modo di confrontarsi coi generi operistico, sinfonico, cameristico, da punti d’osservazione diversi e sempre attuali, mettendo a segno esperienze che ricorderanno per sempre e che costituiscono l’ossatura più profonda e indelebile nel loro percorso di formazione. Credo onestamente che una scuola di avviamento alla più bella professione del mondo non avrebbe potuto offrire un carnet più vario e completo.

Quindi è il connubio tra queste prestigiose occasioni di performance e la serietà del percorso formativo, a rendere il progetto ancora attraente?
Sto per iniziare il mio diciassettesimo anno come docente OGI: continuo ad essere profondamente grato a Piero Farulli per aver fondato qualcosa che dopo tutti questi anni costituisce ancora un valore primario nel panorama dell'alta didattica di questo Paese; e onorato di poter fornire il mio piccolo contributo, per quanto possa valere. In particolare, la scommessa intrapresa da Andrea Lucchesini qualche anno fa, e ampiamente da me sostenuta, nel voler conferire un'ulteriore centralità alla qualità e alla selettività dei nostri studenti, si è rivelata palesemente una scelta vincente: i giovani vogliono e cercano tale selezione, e amano competere per stare in alto assieme ad altri che stanno in alto: il tutto imparando, perché è questo primariamente che cercano da noi. Anche per questo l'OGI è vista spesso come un punto di passaggio, transitorio ma ambìto tra i diversi livelli della loro formazione personale: se è vero che molti di loro entrano in OGI prima di avviarsi allo studio all'estero, altri, e sempre più frequentemente, vengono in OGI dopo averlo già fatto; a dimostrazione che l'Istituzione è considerata ben altro che un parcheggio momentaneo in attesa di meglio.

Quali altri sono i punti di forza dell’OGI?
Certamente il lavoro di squadra, che ha funzionato e funziona al meglio: dai docenti “storici” alle recenti acquisizioni, tutti hanno dato un’ulteriore sferzata di energia e rinnovamento, sostenuti dalla direzione, fino ad oggi gestita da Andrea Lucchesini; sono sicuro che anche il nuovo Direttore Artistico, contagiato dal nostro entusiasmo e constatati i risultati ottenuti (era presente al concerto dell’OGI a Perugia in ottobre – n.d.r.), porterà certamente nuove idee, che non vedo l’ora di condividere. Un plauso sincero e meritatissimo va infine a due persone che lavorano per garantire il funzionamento della “macchina” in modo esemplare e ammirevole: Giovanna Berti e Stefano Angius, vere colonne di qualità, dedizione, intelligenza e sensibilità. Senza di loro, davvero, l'OGI non sarebbe quello che è.

Cosa può essere ancora migliorato?
Una più forte comunicazione mediatica, realistica e non retorica, (basta far parlare i fatti) di ciò che siamo e facciamo; l’incentivazione delle borse di studio (la Compagnia di San Paolo, che ne ha garantito una buona fetta per molti anni, ha ritenuto di porvi fine, e andrebbe urgentemente sostituita da altre forze); un’ulteriore forma di convenzione e collaborazione coi diversi partner nostri simili sul territorio italiano e internazionale, e certamente molte cose ancora: la musica richiede sempre il meglio, e al meglio non c’è mai fine.

Facciamo un passo indietro: come sei arrivato alla Scuola? Quali sono i tuoi ricordi di giovane musicista nell’OGI?
Arrivai, diciassettenne, da una realtà provinciale come quella veronese, di neo-diplomato pieno di speranze. Fiesole mi ha dato tutto: dopo tre mesi dall’ultima tournée dell’OGI vinsi il concorso di primo flauto alla Rai di Milano. Fiesole mi ha fatto innamorare, letteralmente, del fenomeno “orchestra”, e di tutto ciò che le sta attorno. Dopo più di trent’anni questo amore non è scalfito nemmeno minimamente: l’orchestra, a mio parere, rimane uno dei paradigmi virtuosi della possibilità degli umani di cooperare tra di loro per un fine comune. Dopo un concerto che per me fu molto emozionante, a Fiesole, nel lontano 1983, Piero Farulli mi disse: “Bravo Giampaolo; ma ricordati, la prossima volta, di suonare meglio!” Non ho mai dimenticato questa frase, che sta alla base tuttora del mio approccio alla musica.

Sei entrato giovanissimo in una compagine di grande prestigio e, dal 1993, hai contribuito alla nascita ed all’attività del Quintetto Bibiena, un ensemble cameristico di altissima qualità. Oltre all’attività concertistica coltivi la composizione e la direzione d’orchestra… Come hai trovato il tempo e le energie per l’insegnamento a Fiesole?
Non ho bisogno di energie, per insegnare a Fiesole: è la Scuola che, sebbene quando vengo ci lavori per 10-12 ore al giorno, mi carica delle energie che mi bastano per le settimane seguenti. È molto più quello che ricevo di quello che do; ciò nonostante, ogni volta, ogni anno, come la tela di Penelope, ricomincio a tessere ciò che so e che posso, studiando tanto e cercando ogni volta di esserne all’altezza: sperando che questo possa costituire anche il minimo aiuto per questi ragazzi che mettono ancora, dopo tanti anni, nelle nostre mani, un inestimabile carico di fiducia e di aspettative.

Una bella iniziativa di sostegno al Nucleo delle Piagge ha visto protagonisti Bernardo Donati, fino allo scorso anno impegnato tra i docenti della Scuola, ed i liutai Sorgentone e Mecatti: la raccolta di fondi promossa dal maestro Donati è stata utilizzata per l’acquisto di materiale per gli archi presso il laboratorio di Sorgentone e Mecatti. Grazie alla generosità dei liutai, è stato possibile per la nostra docente Martina Chiarugi fare incetta di archi, spalliere e corde, nonostante il loro valore superasse la somma disponibile. Questo piccolo tesoro è ora a disposizione dei giovanissimi musicisti delle Piagge. Grazie a tutti!

La Scuola festeggia il successo delle giovani violoncelliste fiesolane Raffaella Cardaropoli e Maria Salvatori, allieve di Natalia Gutman e Marianne Chen, che hanno conquistato il primo premio rispettivamente nella V e nella II categoria del Concorso Internazionale Antonio Janigro di Poreč, in Croazia.
Giunta alla XI edizione, questa importante competizione intitolata al grande violoncellista e didatta italiano che ha trascorso oltre trent’anni a Zagabria, è dedicata ai giovani musicisti under 20.

L’Orchestra Sinfonica Cupiditas, diretta da Pietro Mazzetti, è protagonista del concerto di sabato 12 novembre ore 21.00 all’Auditorium di Santo Stefano al Ponte. Organizzata in collaborazione con i Rotary Club di Area Medicea e di Rotterdham Stadt, la serata musicale offre un programma vario e accattivante, che si conclude col celebre Bolero di Ravel. Ingresso ad inviti, che possono essere richiesti via mail scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Le giovanissime arpiste Nora e Aran Spignoli Soria, allieve di Susanna Bertuccioli, rappresentano la Scuola nella trasmissione televisiva Prodigi, che andrà in onda il sabato 19 novembre in prima serata su RAI 1. Condotto da Vanessa Incontrada, il programma è dedicato a giovani talenti italiani del canto, della danza e della musica strumentale ed è stato realizzato per raccogliere fondi in occasione delle celebrazioni dei 70 anni di Unicef.

Un vero tour de force, ma anche grande soddisfazione per l’Orchestra Giovanile Italiana, che ha tenuto nei giorni scorsi tre splendidi concerti diretti da John Axelrod: accolti da un pubblico festoso e attento, i ragazzi hanno affrontato con serietà e passione le opere di Čajkovskij, Respighi e Richard Strauss che componevano un programma ispirato all’Italia.
Il primo concerto ha portato l’OGI nella grande sala S. Cecilia al Parco della Musica di Roma, dove all’inevitabile ansia della “prima” si aggiungeva l’emozione per l’imponenza del luogo: l’OGI ha superato la prova con coraggio e determinazione, potendo contare sull’eccellente preparazione e sul carisma del direttore statunitense.
Seconda tappa a Rovigo, nella cornice del centralissimo Teatro Sociale, in cui l’orchestra è stata accolta con entusiasmo e simpatia nell’ambito della rassegna Musikè.
Gran finale al Teatro Morlacchi di Perugia, gremito dal pubblico dei grandi eventi per l’inaugurazione della stagione degli Amici della Musica, cui la Giovanile è legata da una trentennale amicizia. Successo trionfale, al termine del concerto, e per i ragazzi la consapevolezza di aver completato un cammino importante di crescita, grazie alle tante speciali opportunità offerte loro nel corso dell’anno dal progetto formativo dell’Orchestra Giovanile Italiana.

L’anno accademico 2015-2016 ha visto la Scuola raccogliere i primi frutti dell’adesione al programma Erasmus+: allievi e docenti hanno iniziato a beneficiare della mobilità internazionale prevista dal progetto, frequentando i corsi delle istituzioni europee inserite nel circuito.
Tra le esperienze più significative, la venuta a Fiesole della violinista Karin Regina Florey, docente presso il Landeskonservatorium di Feldkirch, Austria, che ha effettuato una masterclass dedicata agli studenti dei Corsi di Base della Scuola, in particolare agli allievi di Èva Erna Szabó, a sua volta ospite della città austriaca nell’ambito del progetto di scambio.

Ecco cosa ci scrive la signora Szabó:
"Ho avuto modo di sperimentare ambedue le possibilità, sia invitando la collega austriaca, prof. Regina Florey, presso la nostra Scuola, sia andando io stessa a tenere il corso in Austria, al Landeskonservatorium di Feldkirch.
A Feldkirch ho potuto osservare l’ottima reazione degli allievi, vivaci ed interessati, ed anche constatare l’efficienza dell’organizzazione: tutte le aule sono insonorizzate per non disturbare gli ambienti adiacenti, e dotate di specchi alle pareti, leggii in abbondanza, pianoforti ben accordati. È data costantemente la possibilità per lo studio individuale, con sufficienti aule a disposizione.
Inoltre la mensa negli ambienti del conservatorio è gestita con ottimi cibi biologici."

Abbiamo inoltre chiesto a due tra i ragazzi che hanno partecipato alla masterclass della Prof.ssa Florey di scrivere le loro impressioni.

Francesco Zecchi: "Sono state lezioni a dir poco interessanti e utili. Prima di tutto ci hanno fatto capire la necessità di fare nuove conoscenze ed esperienze al di fuori della propria classe. Regina Florey ci ha permesso di entrare in contatto con una nuova tipologia di insegnamento e con un diverso modo di pensare la musica. Credo che per la formazione di un musicista questo contatto sia necessario, perchè ci aiuta a formare ed elaborare un nostro pensiero musicale. Eva Szabo ci è stata perciò di grande aiuto, con questa opportunità di apertura.
Molti ragazzi hanno partecipato, e ciò è molto bello. Purtroppo il tempo è stato poco, perciò spero di avere di nuovo simili occasioni, per approfondire il mio lavoro anche con altri insegnanti dall'estero.
Grazie a Eva Szabo e alla Scuola di Musica di Fiesole che hanno organizzato questo scambio, e grazie ancora a Regina Florey di esser stata con noi."

Daniele Dalpiaz: "La masterclass tenuta a Fiesole dalla violinista Regina Florey è stata particolarmente utile ed istruttiva. Oltre ad essere stata una settimana di studio molto appagante, ci ha permesso di entrare in contatto con una musicista di alto livello e con una tipologia di didattica diversa dalla nostra, dalle idee musicali e tecniche valide e innovative. È stata un'occasione molto utile e preziosa, che può aiutare gli studenti ad aprire la propria mente a nuove idee musicali."

La Scuola sta raccogliendo le iscrizioni all’Orchestra Sinfonica Inclusiva della Toscana. Dal 21 ottobre scorso e fino al 15 novembre è infatti possibile presentare domanda per accedere alla selezione che individuerà i 24 ragazzi che parteciperanno al nuovo progetto, dedicato agli alunni con disabilità motorie e intellettive.
Finanziata dalla Comunità Europea nell’ambito delle attività di Erasmus+, l'Orchestra Sinfonica Inclusiva della Toscana vede la Scuola collaborare con la Fondazione Spazio Reale e con partner europei di grande rilievo, mentre il contributo metodologico operativo è della Fondazione Sequeri Esagramma. Quest’ultima ha messo a punto un percorso denominato Educazione Orchestrale Inclusiva, che sfrutta le potenzialità del linguaggio musicale e del mondo orchestrale, permettendo di raggiungere importanti conquiste, come consolidare l’immagine di sé, ampliare ed elaborare il proprio vissuto emotivo, scoprire modalità relazionali più complesse e variegate. Far parte dell’orchestra rappresenta perciò un’occasione d’inclusione educativa che supera in efficacia l’intervento di sostegno individuale, grazie alla capacità della musica di agire in profondità ad ogni livello, sia emozionale che cognitivo.
Per partecipare non è richiesta una conoscenza musicale pregressa, e non ci sono particolari caratteristiche personali che impediscano di avvicinarsi al percorso formativo musicale. I colloqui di selezione, che avranno luogo a fine novembre presso la Fondazione Spazio Reale, saranno tenuti da esperti musicisti e psicologi di Esagramma alla presenza di un pianista e di un educatore della Scuola di Musica di Fiesole, che assisteranno a una prima sessione musicale e al colloquio anamnestico con i genitori.

Coloro che siano interessati a partecipare alle selezioni possono scrivere a: Rita Urbani Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonare allo 055 5978566, il giovedì e il venerdì dalle 13:30 alle 15:00.

MODULO PRIMO CONTATTO

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L’Orchestra Giovanile Italiana si prepara ad invadere gli spazi della Scuola per le prove, in vista dei prossimi concerti: dopo i primi, intensi giorni di lavoro con Giampaolo Pretto, sarà di nuovo sul podio John Axelrod, lanciatissimo direttore statunitense innamorato dei giovani.
Il tour autunnale partirà da Roma, dove l’OGI sarà ospite dell’Accademia di S. Cecilia al Parco della Musica il 21 ottobre, mentre il giorno successivo la Giovanile si sposterà al Teatro Sociale di Rovigo, per approdare infine a Perugia, invitata dagli Amici della Musica presso il Teatro Morlacchi (23 ottobre).
Il programma riunisce tre importanti lavori orchestrali ispirati all’Italia. La luminosa partitura del Capriccio Italiano op. 45 di Čajkovskij, iniziata proprio a Roma nel 1880 e completata a S. Pietroburgo pochi mesi dopo, nasce dalle suggestioni del carnevale romano e si nutre di una sapiente orchestrazione, che sfrutta appieno i mille colori e l’energia di un organico ampio.
Il poema sinfonico Pini di Roma (1924) offre ad Ottorino Respighi l’occasione di mettere in musica  un polittico di immagini della città: i bambini a Villa Borghese, il canto sospeso presso una catacomba, una notte al Gianicolo e l’eco dei passi di marcia di una legione romana di ritorno sulla Via Appia sono suggestivamente evocati da una musica che unisce l’interesse per le tradizioni popolari e le antiche forme liturgiche del gregoriano alla più aggiornata cultura musicale europea.
Anche il giovane Richard Strauss subisce il fascino della luce mediterranea, dei siti archeologici e delle ambientazioni agresti che nel Romanticismo avevano incantato Mendelssohn e Berlioz: Aus Italien (1886) è una fantasia sinfonica di grande respiro e dal ricco spessore orchestrale; non vi manca neppure il richiamo al folclore partenopeo, con la citazione della canzone Funiculì-Funiculà, che pochi anni prima aveva pubblicizzato con immediato successo il moderno impianto funicolare che portava al Vesuvio.

La Scuola è grata a tutte le istituzioni musicali che valorizzano il suo progetto didattico ospitando l’Orchestra Giovanile Italiana, nella consapevolezza di quanto sia importante e formativo per i giovani strumentisti affacciarsi su palcoscenici prestigiosi.

Per il concerto di Roma si è stabilito -per il secondo anno consecutivo– un collegamento con l’Associazione Alzheimer Roma Onlus che, tramite l’acquisto di un buon numero di biglietti, centra il doppio obiettivo di offrire ai familiari delle persone affette da questa grave patologia un momento di gioia e condivisione, e di contribuire al finanziamento delle attività di assistenza domiciliare.

Un ringraziamento va infine al Teatro dell’Opera di Firenze, che ha dato disponibilità ad ospitare la Giovanile nella sala prove del Maggio, nei giorni in cui gli spazi della Scuola non riescono ad accogliere l’orchestra, perché congestionati dalle tante attività didattiche.

Due momenti di musica con i sax della classe di Alda Dalle Lucche, in occasione della settimana di sensibilizzazione ai temi della donazione promossa dal Comune di Fiesole con l’iniziativa Fiesole – l’Arte del Dono, insieme alle associazioni attive nel promuovere la donazione degli organi ed il trapianto.
Il 12 ottobre, presso la Sala del Basolato in Piazza Mino, sarà presentata la mostra RaccontArti: il trapianto è questione di cultura, in cui saranno esposte opere di artisti che hanno fatto esperienza diretta del trapianto. Alle 17 il saluto musicale dei giovani sax fiesolani, che parteciperanno anche alla manifestazione del 17 ottobre (ore 18 in piazza Mezzadri, Caldine) per introdurre l’intervento dei rappresentanti delle associazioni ATTO e ADISCO, dal titolo Parliamo di donazione?, in collaborazione con la Fratellanza Popolare Valle del Mugnone.

Il giovanissimo Andrea Battistoni (1987) è stato appena nominato direttore principale della più antica orchestra sinfonica giapponese, la celebre Tokyo Philharmonic Orchestra. Una notizia che conferma il prestigio dei musicisti italiani nel mondo e rende la Scuola particolarmente orgogliosa, poiché Andrea Battistoni ha mosso proprio a Fiesole i primi passi nell’attività direttoriale, tra i selezionati allievi del corso di direzione d’orchestra tenuto da Gabriele Ferro.
Al maestro veronese i complimenti di tutta la Scuola!

È giunta poche ore fa la notizia della scomparsa di Andrea Tacchi, amico di sempre. Primo docente di violino alla Scuola, costantemente vicino all’Orchestra Giovanile Italiana, è stato artefice dell’avventura del “Nuovo Quartetto” assieme a Carlo Chiarappa, Piero Farulli e Andrea Nannoni.
Consapevole del vuoto lasciato da un grande musicista, che ha onorato per tutta la vita gli impegni artistici con dedizione assoluta ed immutata passione, la Scuola partecipa con affetto all’immenso dolore dei familiari, dei colleghi dell’Orchestra della Toscana e dell’intero mondo della musica.

Una settimana ad alto tasso di adrenalina per l’Orchestra Giovanile Italiana, coinvolta da Andrea Lucchesini nel Festival MITO Settembre musica 2016 in sei serate consecutive di concerti. Grande soddisfazione per tutti, nei due programmi cameristici che vedevano il pianoforte unirsi agli archi ed ai fiati: le quattro sale che ospitavano i concerti nelle due città, nonostante la posizione decentrata, hanno registrato sempre il tutto esaurito, accogliendo – alla fine anche in piedi - un pubblico eterogeneo, entusiasta e festoso. L’emozione è stata ancor più palpabile nelle due serate dedicate ai concerti per pianoforte ed orchestra, quando i ragazzi dell’OGI hanno affrontato, sotto la sicura guida di Giampaolo Pretto, la sfida di eseguire insieme ad Andrea Lucchesini capolavori assoluti come il Concerto in do minore K. 491 di Mozart ed il Terzo di Beethoven. Due sale prestigiose, quella del Conservatorio Verdi di Torino con la diretta radiofonica di Radio 3, ed il Teatro Dal Verme di Milano -dove si è materializzata anche la magnetica presenza di Alfred Brendel- hanno completato un’esperienza forte, che ha dato ai ragazzi dell’Orchestra Giovanile la soddisfazione di essere tra i protagonisti di un importante evento musicale.

L’esperienza didattica di Antonello Farulli è dal 14 settembre al servizio del Sistema italiano dei cori e delle orchestre infantili e giovanili: Farulli è il nuovo Responsabile didattico del Sistema, nominato dal CdA presieduto da Roberto Grossi. Si amplia così l’intenso impegno di Antonello Farulli nel campo dell’educazione alla musica, già evidenziato nell’organizzazione del Master post lauream di I livello per la formazione di nuovi docenti di ensemble infantili, realizzato presso la Scuola in collaborazione con l’Università di Firenze dal 2013.
La nomina di Antonello Farulli colma il vuoto originato dalle dimissioni di Andrea Lucchesini, che dopo cinque anni ha lasciato l’incarico, contestualmente alla scadenza del suo mandato di Direttore Artistico della Scuola.


Report entusiastici anche dalla tournée dell’ensemble United Kids of Music in Russia, cui hanno preso parte tre giovanissime allieve della Scuola.

Ecco cosa ci racconta la violinista Boriana Nakeva, storica docente fiesolana che ha stabilito l’anno scorso il contatto tra UKOM e la Scuola e accompagnato le strumentiste nell’impegnativa trasferta:
Dopo la bellissima esperienza dei tre allievi della Scuola invitati l'anno scorso in Canada, siamo stati nuovamente chiamati a partecipare alla tournée in Russia, che nei primi giorni di settembre ha visto l'orchestra UKOM a Mosca e San Pietroburgo. È stato molto emozionante seguire le ragazze e tutto il gruppo, e vedere come di giorno in giorno si creava tra i giovani strumentisti un’atmosfera sempre più affiatata e amichevole.
I concerti sono stati accolti con grande successo, da un pubblico molto colto e caloroso.
Il prossimo 1 ottobre i ragazzi si ritroveranno ancora, per suonare tutti insieme a Cremona.
Dopo queste due esperienze bellissime con l'orchestra UKOM e Carlo Taffuri, spero che potremo presto ospitarli nella nostra Scuola, per un incontro con l'Orchestra dei Ragazzi.
Desidero anche ringraziare la Scuola per aver reso possibile questo viaggio.

Anche il maestro Carlo Taffuri, direttore di UKOM, ci ha inviato la sua testimonianza:

Orchestra UKOM significa letteralmente “I ragazzi uniti dalla musica” …ed è quello che è successo tra i ragazzi di Varese e quelli di Fiesole.
Le prove spesso molto lunghe ed impegnative, le visite nei luoghi culturali più significativi delle città di Mosca e San Pietroburgo, le ore di viaggio, i pranzi e cene tutti assieme hanno reso compatto e forte un gruppo di 30 ragazzi che in pochi giorni ha realizzato in tre città (Mosca, Obnisk e San Pietroburgo) sette concerti in sale importanti e prestigiose - tra cui la Cappella Imperiale di Stato di San Pietroburgo e la Sala dell’Accademia Nazionale Gnesin di Mosca -, collaborando con dieci giovani strumentisti russi, cinque cori giovanili e cinque solisti,  e soprattutto divertendosi sempre, sia nei momenti di svago che sul palco.
La prima parte del programma prevedeva pagine di grande spessore musicale, con il Concerto per archi in do maggiore di Vivaldi, la Symple Symphony di Britten, estratti da Traviata, L’ultima Primavera dall’op. 34 di Grieg e la Serenata italiana per archi di Wolf, che hanno riscosso un clamoroso successo di pubblico.
La seconda parte, con gli Inni d’Italia e di Russia e le canzoni  napoletane e russe, aveva un tono più popolare, ma sempre di grande sobrietà ed eleganza.
Dopo più di due ore di musica i ragazzi si lasciavano andare nei bis, con balletti e improvvisazioni su temi brillanti africani e sudamericani, trascinati da una vera e propria voglia di far musica insieme.
L’augurio è che presto si possano realizzare altri progetti di collaborazione fra la scuola di Varese e la Scuola di Musica di Fiesole.

Quest’estate ci ha lasciato improvvisamente Michela Lelli, una cara e generosa amica della musica e della Scuola, cui da anni offriva una borsa di studio intitolata alla memoria di Paolo Fioretti. La ricordiamo con vera gratitudine e grande rimpianto, per la vicinanza affettuosa ai giovani musicisti e la partecipazione entusiastica alle audizioni per l’assegnazione delle borse di studio. Pochi mesi fa aveva risposto alle nostre domande in una intervista pubblicata su questa newsletter, spiegandoci il senso del suo coinvolgimento e del suo affetto per la Scuola http://www.scuolamusicafiesole.it/it/news/item/2892-intervista-a-michela-lelli . Nonostante la repentinità del tragico evento Michela Lelli ci resta vicina, avendo disposto in un lascito testamentario la prosecuzione del suo sostegno alle borse di studio per i prossimi dieci anni.

Importante affermazione per il Quartetto Adorno, che in estate ha partecipato al Festival dell’International Sommer Akademie dell’Università della Musica di Vienna. I giovani musicisti italiani, che frequentano alla Scuola i corsi dell’Accademia del Quartetto, hanno preso parte al concorso previsto all’interno del festival ottenendo -grazie ad un’impeccabile esecuzione del Quartetto n. 3 op. 19 di Alexander Zemlinsky- il premio offerto dal dipartimento culturale della città di Vienna per la migliore esecuzione di un brano della Seconda Scuola di Vienna. Il premio è stato assegnato in ex-aequo anche al Quartetto Hanson, altra formazione del circuito ECMA presente a Fiesole nel luglio scorso.
Complimenti!

Nasce in seno alla Scuola un nuovo progetto di musica d’insieme, l’Orchestra Partecipativa della Toscana, pensato per favorire l’inclusione educativa degli alunni con disabilità motorie e intellettive. Il valore della musica come strumento di potenziamento personale e miglioramento delle capacità di apprendimento è ormai universalmente riconosciuto. Far parte di un’orchestra rappresenta per ragazzi con sindrome autistica, ritardi cognitivi e difficoltà di comunicazione un’occasione di inclusione educativa che supera in efficacia l’intervento di sostegno individuale.
Il progetto ha ottenuto un cospicuo sostegno comunitario nell’ambito delle attività di Erasmus+ e prevede la realizzazione di un triennio specialistico, volto a creare la nuova formazione orchestrale.
La Scuola, capofila del progetto, lavorerà insieme a due partner italiani, la Fondazione Sequeri Esagramma Onlus, che ha codificato le linee di intervento e opera da tempo nel settore, la Fondazione Spazio Reale e tre partner stranieri, il Centre de la Gabrielle-MFPass (Francia), l’Orchestra Vita Activa (Polonia) e la Usak University (Turchia).

 

L'Orchestra dei Ragazzi si prepara a riprendere l’attività con una nuova e potente carica di entusiasmo, dopo la conquista della la medaglia d’oro al World Orchestra Festival di Vienna: un’emozione indicibile per i giovani musicisti fiesolani ed il loro direttore Edoardo Rosadini, che hanno trascorso nella capitale austriaca quattro giorni indimenticabili, alla fine dello scorso mese di luglio.
Una vittoria strepitosa per la Scuola di Musica di Fiesole, che fin dalla fondazione ha puntato sull’attività d’insieme, e che negli ultimi anni, sotto la direzione artistica di Andrea Lucchesini, ha ulteriormente ampliato e curato le compagini infantili creando un passaggio naturale tra i più piccoli e l’Orchestra dei Ragazzi. Un riconoscimento palese infine all’opera paziente e competente degli insegnanti della Scuola, che coltivano un ricco vivaio di giovanissimi musicisti capaci ed appassionati.
Organizzato dalla radio televisione austriaca ORF e dai Wiener Philharmoniker, l’evento aveva lo scopo di favorire l’incontro e lo scambio tra ragazzi di tutto il mondo, e rappresentava per l’Orchestra la più importante esperienza all'estero dalla sua fondazione.
Dopo aver superato nei mesi scorsi una severa selezione su materiale video, l’Orchestra dei Ragazzi ha potuto accedere alla competizione prevista all’interno del Festival - insieme ad altre cinque compagini provenienti da vari paesi del mondo.
L’umore dei musicisti fiesolani era già alle stelle dopo il concerto del 28 luglio in Rathausplatz e soprattutto dopo il workshop del 29 luglio, in cui l’Orchestra dei Ragazzi aveva lavorato con Helmut Zehetner, vicepresidente del Festival e spalla dei secondi violini nei Wiener Philharmoniker: i preziosi consigli e le parole di stima del Maestro avevano galvanizzato i ragazzi ed il loro direttore Rosadini.
La prova del concorso si è svolta il 30 luglio: l’Orchestra dei Ragazzi ha eseguito - con grandissima emozione, ma anche con impeccabile professionalità - due movimenti dalla Sinfonia in la maggiore KV 201 di W. A. Mozart e la Tarantella di Rossini-Respighi. Il verdetto della giuria internazionale è giunto la sera successiva, durante il concerto finale delle orchestre partecipanti al Festival nella Sala d'Oro del Musikverein di Vienna, la sala da concerto più famosa del mondo.
Giubilo e commozione per i nostri musicisti (per la maggior parte poco più che bambini), alla notizia di aver vinto il concorso; ma soprattutto la gioia di tutti è stata grande per la consapevolezza di aver preso parte ad una festa straordinaria, ed aver vissuto un’esperienza di crescita e bellezza che nessuno potrà dimenticare.
Neppure lo staff della Scuola di Musica di Fiesole ha potuto trattenere la commozione, quando alla fine tutti i giovani partecipanti al festival (circa 500 musicisti) hanno suonato insieme la Marcia di Radetzky, che da sempre ammiriamo in mondovisione nello scintillante Concerto viennese di Capodanno.

L'Orchestra dei Ragazzi è in partenza per Vienna, dove parteciperà – sotto la guida del direttore Edoardo Rosadini - al World Orchestra Festival, in programma dal 27 al 31 luglio. Organizzato dalla radio televisione austriaca ORF e dai Wiener Philharmoniker, l’evento ha lo scopo di favorire l’incontro e lo scambio tra ragazzi di tutto il mondo, e rappresenta per l’Orchestra la più importante esperienza all'estero dalla sua fondazione. Tale opportunità è stata resa possibile dal superamento di una severa selezione, basata sull’invio del materiale video dell’orchestra, il cui elevato livello – frutto del lavoro di tanti anni e generazioni di allievi - ha consentito ai nostri ragazzi di accedere al Festival.
Parteciperanno alla spedizione anche alcuni allievi del recente passato, che hanno dato un fondamentale contributo alla crescita artistica della compagine.
All’interno del Festival saranno quattro le occasioni pubbliche per l’Orchestra dei Ragazzi, ogni volta con un programma diverso.
Il primo concerto si terrà il 28 luglio in Rathaus Platz, dove i ragazzi eseguiranno il numero finale dalle Creature di Prometeo di L. van Beethoven e l'ouverture Waldmeister di J. Strauss Jr.
Il giorno successivo prevede un workshop presso l'Università della Musica e delle Arti di Vienna, a cura di Helmut Zehetner, presidente del Festival e prima parte nei Wiener, che insieme ad altri docenti ed esperti lavorerà con l’orchestra sulla Sinfonia in do maggiore K.425 Linz di Mozart e sull'ouverture Il Signor Bruschino di G. Rossini.
Il 30 l’Orchestra dei Ragazzi sarà impegnata - con le altre formazioni selezionate - in un concorso, durante il quale eseguirà due movimenti dalla Sinfonia in la maggiore KV 201 di W. A. Mozart e la Tarantella di Rossini-Respighi. Nello stesso giorno si terrà un forum, di cui saranno oggetto gli aspetti peculiari dello stile viennese, la vita musicale della capitale austriaca, la storia dei Wiener Philharmoniker e il modus operandi dell’orchestra (tecniche di studio, modalità di esecuzione...).
Il momento più emozionante per i ragazzi sarà certamente il concerto finale, che si terrà il 31 luglio nella Sala d'Oro del Musikverein di Vienna, la sala da concerto più famosa del mondo.
Qui i ragazzi eseguiranno ancora musica italiana, suonando la suite di Amarcord di Nino Rota e renderanno omaggio a Vienna, con l'ouverture dell'ultima operetta di J. Strauss Jr, La dea della ragione.
Giovani musicisti e direttore sono consapevoli che questo viaggio resterà a lungo nella loro memoria; la macchina organizzativa è complessa e non può prescindere dal supporto delle famiglie e dall’impegno degli accompagnatori, tra cui la storica “colonna” Gianna Anichini, che da oltre trent’anni segue l’Orchestra dei Ragazzi con impagabile pazienza e affetto.
In bocca al lupo!

Spedizione russa per tre giovanissime allieve della Scuola: Sara Manaresi e Sara Vranić (violini) e Marina Margheri (violoncello) parteciperanno ad progetto internazionale con l’orchestra United Kids Of Music. Si tratta di un ensemble di bambini uniti dal forte potere educativo e spirituale della musica in una sorta di gemellaggio musicale ed umano a livello internazionale. Fondata nel 2013, UKOM si è esibita in varie città italiane e anche a Lugano, Parigi (Palazzo dell’UNESCO), Toronto, Londra e New York. L'orchestra è diretta da Carlo Taffuri, musicista, didatta e “curioso” dell’universo sonoro in tutti i suoi aspetti. Il progetto è curato da ImmaginArte, associazione culturale che gestisce dal 2004 a Varese i corsi di musica con Metodo Suzuki ed è dal 2014 un Nucleo Aderente al Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili. L’anno scorso si è stabilito un collegamento tra UKOM e la Scuola, grazie alla nostra docente di violino Boriana Nakeva: dal gruppo degli studenti più giovani -la tipologia  richiesta da UKOM- sono state scelte tre allieve assegnatarie delle borse di studio della Scuola (nel 2015, oltre a Margheri e Manaresi, anche Maria Salvatori), che hanno preso parte ai concerti nell’ambito del progetto di United Kids Of Music in Canada, con grande gioia e soddisfazione da parte di tutti.
Alla tournée di quest’anno parteciperanno una trentina di ragazzi, tra cui alcuni giovani francesi, inglesi e bosniaci, ai quali si uniranno promettenti strumentisti delle realtà musicali e dei cori di voci bianche russi, in un vero clima di amicizia e fratellanza tra i popoli.
Dal 1° al 6 settembre i ragazzi saranno a Mosca, mentre dal 7 all’11 si sposteranno a San Pietroburgo. La tournée prevede l’esecuzione di due serie di concerti: una serie coinvolge l’orchestra al completo, mentre l’altra vedrà impegnati nel ruolo di solisti i ragazzi più promettenti; tra di loro le nostre giovanissime allieve, che saranno interpreti del Concerto in re minore per 2 violini e violoncello op. 3 n. 11 di Vivaldi.

MOSCA
02/09 Sala da Concerti della Casa dei Veterani
Concerto coro e orchestra ore 16.00
03/09 Scuola delle Arti Balakirev
Concerto coro e orchestra ore 16.00 (da confermare)
04/09 Palazzo della Cultura Centrale di Obninsk
Concerto solo orchestra ore 15.00
06/09 Teatro della Scuola Italiana 1409 di Mosca
Concerto solisti ore 11.30
06/09 Sala da Concerti della RAM im Gensinykh
Concerto coro e orchestra ore 18.00

SAN PIETROBURGO
08/09 Casa della musica (in collaborazione con il Consolato Italiano a San Pietroburgo)
Concerto solisti ore 18.00
09/09 Cappella Accademica di Stato di San Pietroburgo
Concerto coro e orchestra ore 19.00
10/09 Sala Belosel’skih-Belozerskikh
Concerto coro e orchestra ore 19.00

Al via la sessione fiesolana dell’Accademia Europea del Quartetto: dal 25 al 30 luglio i gruppi dell’European Chamber Music Academy si ritrovano alla Scuola per le lezioni, gli incontri, ed i concerti di questa nuova edizione. Le formazioni di quartetto d’archi e di trio e quartetto con pianoforte provengono da tutto il mondo, e sono il frutto dell’entusiasmo dei giovani musicisti che frequentano le più prestigiose istituzioni musicali d’Europa.
A guidarle nella settimana fiesolana sarà il team di docenti ECMA composto da Hatto Beyerle, Ida Bieler, Claus-Christian Schuster, Antonello Farulli, Andrea Nannoni e Alasdair Tait. Di grande interesse anche l’incontro con l’eclettico Steven Player, che indaga attraverso musica, danza e teatro nel periodo dal Rinascimento al Barocco.
Il 26, 27 e 29 luglio i gruppi potranno testare nell’execution time in Auditorium Sinopoli (ore 13.15) l’efficacia del lavoro di preparazione, mentre quattro concerti permetteranno al pubblico di apprezzare il talento e la serietà delle formazioni cameristiche partecipanti. Incantevoli luoghi ospiteranno le serate musicali: a S. Salvatore al Monte (26 luglio) e a S. Miniato al Monte (27) i concerti inizieranno alle 21.30, mentre alla Fattoria di Maiano (28) e al Castello dell’Acciaiolo (29) di Scandicci avranno inizio alle 20.30 con cena successiva.

San Salvatore 26 luglio
Tre giovani e già affermati quartetti d’archi aprono la serie dei concerti serali dell’Accademia 2016, nel raccolto incanto del Chiostro del Convento di S. Salvatore al Monte (ore 21.30): le linee del passionale Quartetto in mi minore op. 59 n. 2 di Beethoven saranno tracciate dal Quatuor Akilone, il cui nome si ispira alla parola “aquilone”, con l’intento di richiamare l’idea di un volo immaginario e colorato.
Il concerto prosegue con la proposta novecentesca del Quartetto Lyskamm, che dalla fondazione nel 2008 ha ottenuto costanti e prestigiose affermazioni (tra le quali il Possehl Wettbewerb Musikpreis 2015 ed il premio di musica da camera “Claudio Abbado” Borletti – Buitoni Trust 2016). Ascolteremo la loro interpretazione delle aforistiche Sei Bagatelle op. 9 di Anton Webern, e del petroso Concertino di Stravinsky.
La serata si concluderà con la raffinata espressività del Quartetto in re maggiore K 575 di Mozart, affidato al Quartetto Hanson, laureato al Conservatoire Supérieur de Paris e premiato all’XI edizione del Concorso Internazionale per Quartetti d’Archi di Lyon.

San Miniato 27 luglio
La monumentale Basilica di S. Miniato al Monte ospita il secondo concerto (21.30), del quale saranno protagonisti i gruppi con pianoforte. In apertura, il giovanile Quartetto in fa minore op. 2 di Felix Mendelssohn sarà eseguito dallo Stratos Piano Quartet, fondato nel 2013 da quattro giovani musicisti che si sono conosciuti frequentando l’Università della Musica di Vienna ed hanno conquistato insieme il primo premio al il XX Concorso internazionale di musica da camera Johannes Brahms di Pörtschach, in Austria.
Il secondo brano in programma è il Trio in mi minore op. 57 n. 2 di Franz Joseph Haydn, di cui sarà interprete il Delta Piano Trio, formatosi a Salisburgo grazie all’incontro di tre giovani musicisti olandesi. Sin dalla fondazione nel 2013, il trio si è esibito in tutta l’Europa, e nel 2015 ha vinto il Prix Charles Hennen al Concorso di Orlando in Olanda e il secondo premio al Gianni Bergamo Classic Music Award di Lugano.
La conclusione è affidata all’ammaliante Trio in la minore di Maurice Ravel, che ascolteremo nell’esecuzione dell’Amatis Piano Trio, fondato ad Amsterdam alla fine del 2013 da giovani musicisti di varia provenienza, che si stanno affermando nelle sale da concerto e nei concorsi (nel 2015 il Trio ha vinto il Parkhouse Award di Londra).

Fattoria di Maiano 28 luglio
Scorci di grande suggestione, tra cipressi ed olivi collinari alla Fattoria di Maiano; l’appuntamento è stavolta per le 20.30, dato che all’ascolto del terzo concerto dell’Accademia Europea del Quartetto sarà abbinata una cena in fattoria (necessaria la prenotazione, allo 055/59432).
Ancora tre gruppi, impegnati in un programma che accosta il Quartetto in si minore op. 33 n. 1 di Haydn al Quartetto in fa minore op. 95 “Serioso” di Beethoven, per concludersi con Franco Donatoni, di cui ascolteremo La souris sans sourire.
Protagonisti del concerto il Quartetto Hanson, laureato al Conservatoire Supérieur de Paris e premiato all’XI edizione del Concorso Internazionale per Quartetti d’Archi di Lyon, il lituano Quartetto Mettis, che ha debuttato lo scorso gennaio alla Wigmore Hall di Londra ed ha scelto il suo nome in omaggio alla saggezza ed all’intelligenza della figura mitologica dell’oceanina Meti, ed il Quartetto Lyskamm, che dalla fondazione nel 2008 ha ottenuto costanti e prestigiose affermazioni, e si misura nuovamente con la musica del nostro tempo.

Castello dell’Acciaiolo 29 luglio
L’ultimo appuntamento serale dell’Accademia è nel cortile del Castello dell’Acciaiolo a Scandicci, in collaborazione con Slow Food ed il patrocinio del Comune di Scandicci: al termine del concerto, che avrà inizio alle 20.30, è infatti prevista anche la cena (su prenotazione, al 348 2865659).
L’impeto postromantico del giovane Anton Webern è il cimento del Quartetto TAAG che, fin dalla sua costituzione ha ottenuto importanti affermazioni, vincendo il Concorso Pugnani 2012, e i premi “Piero Farulli” e “Jury” alla rassegna Crescendo 2015. Per gentile concessione della Scuola, il Quartetto TAAG suona strumenti di Arnaldo Morano (1970) e la celebre viola Sderci appartenuta a Piero Farulli.
Il Quartetto in fa maggiore op. 18 n. 1 di Beethoven sarà interpretato dal Quartetto Adorno, che nel nome intende rendere omaggio al celebre filosofo che indicava la musica da camera come via di salvezza dalla mercificazione dell’arte. Nonostante la recente fondazione, l’ensemble si è già esibito in molti concerti, e si avvale di strumenti di grande pregio: il violino Carlo Bergonzi 1739 ex “Mischa Piastro” (gentilmente concesso dalla Fondazione Pro Canale di Milano), un violino del 1912 di Romeo Antoniazzi, una viola del 1928 dei Fratelli Guastalla e un violoncello del 1880 di Giuseppe Sgarbi.
Il concerto si conclude con il Quartetto Lyskamm, che stavolta è impegnato a restituire l’alta temperatura emotiva del Quartetto in la minore op. 41 n. 1 di Robert Schumann.


Ingresso libero ai concerti del 26, 27 e 29 luglio
Ingresso solo concerto del 28 luglio 10,00 € biglietto unico
Prenotazione obbligatoria per le cene
Giovedì 28 luglio: Prenotazione concerto + cena Fattoria di Maiano 055 59432
Venerdì 29 luglio: Prenotazione concerto + cena slowfood 348 2865659

I ragazzi del Coro di voci bianche della Scuola partono con la loro valorosa docente Joan Yakkey alla volta di Bassano del Grappa; dal 12 al 15 luglio completeranno il lungo lavoro di preparazione che li vede coinvolti, grazie a Lorenza Borrani ed a Spira mirabilis, nella realizzazione del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare con le musiche che Felix Mendelssohn Bartholdy compose nel 1843, proseguendo l’opera iniziata a soli 17 anni con la celebre Ouverture op. 21.
Il progetto nasce dalla fantasia e dalla tenace volontà di Spira mirabilis, laboratorio musicale in cui giovani ed entusiasti strumentisti professionisti studiano e sperimentano una dimensione concretamente democratica del far musica. In questa nuova avventura la Spira include orchestra, coro di bambini, due attori - Claudia Gambino e Francesco Meola – e la regista Piera Mungiguerra.
Come sempre, il lavoro di preparazione è il nucleo centrale dell’attività: nel caso di questo progetto gli aspetti teatrali, gestuali e visivi dello spettacolo hanno costituito per tutti un’ulteriore occasione di approfondimento e di scavo nella partitura musicale, come si è verificato durante le prove nel corso dell’anno e soprattutto nell’ultimo stage intensivo, tenuto alla Scuola a fine giugno.
Nel quarto centenario della scomparsa di William Shakespeare (1564-1616), tre importanti rassegne estive hanno accolto con entusiasmo il progetto, e così i ragazzi fiesolani saranno ospiti con tutti gli altri protagonisti dell’impresa a Bassano, e poi in scena per Città di Bassano OperaEstate, Arte Sella (Borgovalsugana) e Mittelfest 2016 (Cividale del Friuli), che hanno anche coprodotto lo spettacolo.
Tutti pronti ad essere ‘avvolti’ nella Spira, per una settimana che certamente resterà a lungo nei ricordi dei nostri giovanissimi coristi.


Concerto Bassano del Grappa
15/07/2016 21:00
Castello Degli Ezzelini (Bassano del Grappa)

Concerto Arte Sella
16/07/2016 19:00
Teatro della Pace del parco Arte Sella (Val Sella)

Concerto Mittelfest Cividale del Friuli
17/07/2016 18:00
Chiesa di San Francesco (Cividale del Friuli)

Il violinista Fabrizio Falasca, già allievo alla Scuola del Corso di Perfezionamento di Felice Cusano, ha ottenuto importanti affermazioni professionali nell’ultimo anno: ha recentemente vinto il concorso di spalla alla Tiroler Symphonie Orchester Innsbruck, ed ha collaborato per alcuni mesi con la Philharmonia Orchestra di Londra, nei ruoli di concertino e spalla. Gli abbiamo rivolto alcune domande:

Innanzitutto, complimenti vivissimi!  Con la vittoria del concorso per il ruolo di spalla nella Tiroler Symphonie Orchester di Innsbruck porti il tuo violino partenopeo tra le prealpi tirolesi: un bel cambiamento…
Grazie per la stima! In seguito all'esperienza vissuta come spalla con la Tiroler Festspiele Orchestra di Erl del maestro Gustav Kuhn, e consapevole della tradizione musicale austriaca, ho avuto la possibilità di apprezzare la qualità delle orchestre ed in particolare di quella di Innsbruck. L’affermazione al concorso di spalla rappresenta sicuramente un cambiamento importante nella mia carriera artistica. A breve finalmente avrò modo di lavorare per la prima volta con i nuovi colleghi e confrontarmi con una differente realtà. Sono certo che sarà un’opportunità preziosa di arricchimento reciproco.

Anche il tuo percorso dimostra il notevole dinamismo geografico delle tappe professionali del musicista di oggi: non solo Innsbruck, ma anche Londra, dove collabori con la Philharmonia Orchestra… vuoi raccontarci questa esperienza?
Dopo aver conseguito il Master of Arts alla Royal Academy of Music di Londra nel luglio 2015, ho sempre accarezzato l'idea di ritornare a Londra stabilmente, essendo rimasto affascinato dall'ambiente, dal livello musicale e dalla grande qualità delle orchestre; così, alla prima occasione -lo scorso febbraio- ho deciso di tentare il concorso per concertino dei primi violini alla Philharmonia Orchestra, ed ho ottenuto il trial (cioè il periodo di prova).
È un’esperienza magnifica, che ti dà la possibilità di stare a contatto diretto e continuo con i più importanti direttori e solisti del panorama internazionale, facendo musica ai massimi livelli in un contesto professionale di grande levatura, sereno e stimolante.
Sono rimasto colpito dalla bellissima qualità del suono, dalla classe e personalità dell'orchestra e dalla estesa gamma sonora (stiamo parlando chiaramente di una top orchestra!).
Le caratteristiche che mi hanno impressionato di più sono la velocità dell’apprendimento e la varietà di repertorio: in poche ore di prova si preparano programmi molto impegnativi e si eseguono repertori diversi a distanza poi di un solo giorno, tutto ciò mantenendo sempre un livello eccezionale di esecuzione.
Dopo aver collaborato come n. 2 dei primi violini, nell'ultimo periodo alla Philharmonia Orchestra, in maggio, ho avuto il grande onore di essere stato invitato a ricoprire il ruolo di spalla.
Inutile dire che è stata probabilmente la settimana più intensa ed eccitante della mia vita professionale: sono stato molto contento del fatto che mi sia stata data subito un'opportunità così importante, e lusingato di essere considerato da loro anche per quel ruolo, da ora in poi.

Qui a Fiesole hai frequentato il corso di perfezionamento di violino di Felice Cusano: cosa porti con te degli anni alla Scuola?
Ricordo con grandissimo piacere e porto nel cuore i miei anni alla Scuola di Musica di Fiesole. Ho avuto il privilegio di studiare con il maestro Felice Cusano, che è stata la guida fondamentale per la mia crescita ed il mio sviluppo di artista.
Ricordo l'amore, la passione e la tenacia che imprimeva nelle sue lunghe lezioni al Villino, e la sua felicità e soddisfazione quando otteneva i risultati sperati.
Per me è stato come un padre, ho imparato tanto da lui e ammiro le sue qualità umane, che lo rendono il grande artista e didatta che è.
La sua forte personalità e il suo estro lo hanno sempre reso unico!

Negli anni fiesolani hai partecipato a numerosi concerti organizzati dalla Scuola in collaborazione con importanti istituzioni musicali; quali tra queste occasioni ti sono più care nel ricordo?
Devo molto alla Scuola, non solo per la preparazione musicale che mi è stata offerta, ma anche per le numerose occasioni di esibirmi come solista con artisti importanti e in contesti prestigiosi. Inoltre sono molto riconoscente per avermi concesso la possibilità, per ben 5 anni, di suonare il violino Ansaldo Poggi (di proprietà della Scuola), al quale sono tutt'ora affezionato...
Sono tante le occasioni che ricordo con grande piacere: il recital al Festival di Spoleto nel 2009, il doppio concerto di Mendelssohn con l'Orchestra Galilei e Nicola Paszkowski all'Auditorium della Banca CR di Firenze nel 2011, il concerto per la Fondazione Walton ad Ischia nel 2012, il recital con Dario Cusano nel 2013 ancora all'Auditorium della Banca CR di Firenze ed infine -con estremo piacere- il concerto del 25 luglio 2013 alla basilica di Sant'Alessandro a Fiesole, dove ho suonato la Sinfonia concertante di Mozart insieme alla straordinaria violista Danusha Waskiewicz e all'Orchestra Giovanile Italiana.
Colgo questa occasione per ringraziare ancora di cuore la Scuola di Musica di Fiesole, il maestro Felice Cusano ed il maestro Andrea Lucchesini per tutte le opportunità concertistiche e di crescita artistica, avute nei miei indimenticabili anni a Fiesole.

Un altro dei brillanti strumentisti che hanno frequentato i corsi dell’Orchestra Giovanile Italiana siede stabilmente tra i leggii dell’Orchestra del Teatro alla Scala, nel ruolo di prima tromba. Il suo nome è Marco Toro, e queste le sue risposte alle nostre domande.  

 Hai appena ricevuto la conferma definitiva del tuo ruolo, dopo il periodo di prova…come sono stati questi mesi nel teatro più celebre del mondo?
Sono stati mesi pesanti ed emozionanti allo stesso tempo: pesanti perché ho dovuto affrontare dei ritmi di lavoro ai quali non ero abituato, ed emozionanti per le sensazioni che ho vissuto. Devo ammettere che quando ho iniziato a Milano ero molto timoroso per quello che mi aspettava: il grande prestigio del teatro, i programmi molto impegnativi che dovevo affrontare, erano molti i dubbi con i quali ero alle prese: dopo aver rotto il ghiaccio però, con un concerto con la Filarmonica del teatro diretta dal Mº Chailly, mi sono subito sentito a mio agio, sostenuto dai colleghi della fila degli ottoni e dall'orchestra in generale, e quindi, come dicevo prima, l'entusiasmo ha fortunatamente avuto il sopravvento sui dubbi e sulle pressioni. Altri momenti salienti (emotivamente e trombettisticamente) di questo periodo sono stati la famosa 'Prima' del 7 dicembre con la Giovanna d'Arco di Verdi sempre con il M° Chailly, il balletto Cenerentola di Prokofiev con il M° Jurowski e la Quinta Sinfonia di Mahler con la Filarmonica, in tournée e a Milano con il M° Chung. 

In questi anni hai collezionato esperienze molto diverse: cosa significa passare dalla Banda dell’Esercito Italiano alla Spira mirabilis?
Bella domanda, questa! È stato sicuramente difficile conciliare esperienze musicali molto diverse, ma la cosa che mi ha aiutato è stata quella di cercare sempre di imparare con entusiasmo, e di sommare tutti questi insegnamenti al bagaglio delle mie conoscenze. Ad esempio, uno dei formidabili 'effetti collaterali' che derivano dal suonare con la Spira mirabilis è la maggiore facilità che si ha nel suonare in orchestra e nel seguirne il flusso.

Come avevi scelto il tuo strumento? Quali sono stati i tuoi maestri?
Quella della tromba è stata una scelta maturata in famiglia: i miei fratelli maggiori suonavano uno l'organo e l'altro la tromba; io avevo 9 anni e pensavo che sarebbe stato più facile suonare uno strumento con tre 'tasti' piuttosto che uno con qualche centinaio! (…forse se avessi saputo la fatica che mi aspettava, avrei fatto una scelta diversa...) Ho avuto vari insegnanti, che hanno segnato il mio percorso: al Conservatorio di Frosinone ho iniziato con Alessandro Vecchiotti, che ha avuto il merito di farmi innamorare della musica in generale; finiti gli studi accademici ho continuato il mio percorso con Davide Simoncini, che è colui che mi ha 'plasmato' come trombettista d'orchestra, e nel frattempo ho frequentato varie masterclass con altri grandi strumentisti e didatti, tra cui Andrea Conti, Andrea Dell'Ira, Rex Martin, Giancarlo Parodi, Marco Pierobon.

Come sei arrivato alla Scuola di Musica di Fiesole?
A Fiesole sono arrivato in seguito all'idoneità ricevuta alle audizioni per l'OGI/EUYO tenute a Roma nel febbraio 1999; nell'aprile dello stesso anno venni chiamato come strumentista aggiunto per i progetti di musica da camera con il Maestro Globokar e nell'estate successiva esordii con l'OGI nella Prima sinfonia di Mahler diretta dal Maestro Inbal. Ad ogni modo, conoscevo già la Scuola dai racconti di mio fratello David, che prima di me l'aveva frequentata nella classe di Composizione del Mº Manzoni, e mi aveva raccontato dell'aria speciale, magicamente intrisa di musica in ogni momento, che vi si respirava.

Quali ricordi conservi dell’esperienza nell’Orchestra Giovanile Italiana?
Questa è una domanda alla quale è riduttivo rispondere in poche righe. È stato all'OGI che ho capito cosa mi sarebbe piaciuto fare nella vita, ed è stato all'OGI che ho conosciuto amici importantissimi. I miei ricordi sono quelli di un posto dove si acquisiscono delle conoscenze fondamentali, e dove si impara il rispetto per gli altri e per le loro idee, il tutto in un clima leggero e spensierato (ricordo ancora con piacere le feste e i momenti di svago nelle serate fiesolane...).

Cosa consiglieresti ad un giovane collega che frequenta l’OGI nel 2016?
Consiglierei di dedicare più tempo possibile allo studio, di non tuffarsi troppo presto esclusivamente nel mondo del lavoro, perché l'età fino ai 25-26 anni è quella in cui si imparano con maggior facilità concetti e strumenti utili per la professione che si eserciterà fino alla pensione. Anch’io, ad esempio, sbagliai a lasciare l'OGI - che avrei potuto frequentare ancora per un anno - per non rinunciare alle prime collaborazioni con gli enti lirici, mentre avevo ancora tanto da imparare.

Impatto energetico zero! L’impegno per una Scuola sempre più verde si concretizza nel raggiungimento di un altro importante obiettivo: l’energia elettrica consumata alla Torraccia proviene unicamente da fonti rinnovabili, e precisamente dall’impianto idrico di S. Martino in Passiria (BZ).
Impatto energetico a zero.
È certificato che consumiamo energia da fonti rinnovabili:
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L’ottava edizione del prestigioso Concours International de Quatuor à Cordes de Bordeaux, presieduta da Bruno Giuranna, ha visto il Quartetto Akilone aggiudicarsi il primo premio, in una combattuta finale tra quattro gruppi. Formatosi nel 2011 presso il Conservatorio Superiore di Parigi, l’ensemble fa parte dell’European Chamber Music Academy dal 2013, e frequenta perciò anche le sessioni fiesolane dell’Accademia Europea del Quartetto.

Il voto dei docenti della Scuola ha individuato in Alain Meunier e Lorenzo Cinatti rispettivamente il Direttore artistico e il Sovrintendente da proporre al prossimo Consiglio di Amministrazione.
Nella terna dei candidati alla direzione artistica erano presenti la violinista Lorenza Borrani, il violoncellista Alain Meunier ed il violista Danilo Rossi. La maggioranza dei voti (52, contro i 46 di Borrani), è andata ad Alain Meunier, che nel corso di una lunga carriera internazionale si è dedicato costantemente al repertorio cameristico in varie formazioni (Quintetto Chigiano e Sestetto Chigiano d’archi, Quartetto Ivaldi e Trio Europa). Profondamente attento alla musica del suo tempo, Meunier è dedicatario di molte composizioni di autori contemporanei; docente al Conservatorio di Parigi dal 1989, è direttore artistico del Concorso Internazionale di Quartetto d’archi di Bordeaux.
Assente dalla competizione elettorale Andrea Lucchesini che, dopo dieci anni di assoluta dedizione alla Scuola, ha comunicato la sua decisione di lasciare la direzione alla scadenza del secondo mandato, il 31 luglio prossimo.
Lorenzo Cinatti è stato confermato da un vero e proprio plebiscito dopo il primo quadriennio alla Scuola, prevalendo su Mario Setti e Giovanni Oliva.
I docenti hanno inoltre eletto Luigi Manaresi quale loro rappresentante per il Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

Lo scorso 26 aprile il Presidente Paolo Fresco ha invitato presso la Scuola donatori e sostenitori privati, per festeggiare insieme i risultati della raccolta di fondi promossa all’inizio del 2016: l’atmosfera raccolta dell’Aula Sibille ha esaltato il violoncello della giovanissima Maria Salvatori, che ha suonato per gli ospiti accompagnata al pianoforte da Rebecca Woolcock; il Presidente ha ringraziato tutti gli intervenuti, tra cui alcuni tra i membri dell’Associazione Amici della Scuola e dei Lions Club di area fiorentina, cui ha ricordato l’importanza del sostegno diretto e personale dei privati nella cultura, nell’arte e nell’educazione dei giovani.

Consueta atmosfera elettrizzata e festosa, per la serata dedicata al Premio Veretti lo scorso 20 aprile.
Al termine delle esecuzioni dei ventitré brani in gara, la commissione ha attribuito il primo premio a Gianluca Verlingieri, autore di MICHELLEneous, eseguito dalle chitarre di Dimitri Milleri e Gabriele Putzulu, con Petru Horvath al violoncello. A Verlingeri è stato commissionato un brano per orchestra, che sarà inserito nella programmazione della Scuola. Al secondo posto si è classificato Roberto Prezioso, con Emily per ensemble vocale (Clarissa Reali, Maila Fulignati, Luca Cafaggi, Teresa Poggiali) e pianoforte (Claudio Capretti). Prezioso ha ricevuto anche una commissione da Contempoartensemble.
Terzo posto, con pubblicazione per Sconfinarte, per Daniele Di Virgilio, del quale si era ascoltato Rituale al risveglio di Beltane, per due chitarre (Dimitri Milleri e Gabriele Putzulu) e violoncello (Petru Horvath).
A Federico Torri è stata offerta invece la commissione per una composizione destinata al Festival 2 Agosto di Bologna, mentre ai giovani sax di Eòs Project, diretti da Alda Dalle Lucche, è andato il premio per la miglior esecuzione.
Anche il pubblico ha espresso, come di consueto, il suo giudizio, premiando i lavori di Rocco Montanarini, Benedetta Zamboni e Roberto Prezioso.

All’indomani della premiazione dei giovani musicisti fiesolani che hanno conquistato le borse di studio per il 2016, abbiamo rivolto alcune domande a Michela Lelli, che con Nedo e Simone Fioretti e gli amici di Paolo rinnova ogni anno l’offerta di borse di studio alla memoria di Paolo Fioretti.

Da molti anni la Scuola può contare sul vostro affezionato sostegno: perché avete scelto Fiesole?
Conoscevo la Scuola e la frequentavo con Paolo. Lì ci sentivamo a casa, fra amici. Quando ho pensato a un modo per ricordare Paolo dopo la sua scomparsa, mi è sembrato naturale farlo presso questa istituzione.
Il livello degli allievi è altissimo e l'atmosfera della Scuola è sempre stata esaltante. Assisto alle selezioni delle borse e sono sempre stupita dalla professionalità degli allievi, anche piccolissimi. Quando mi è stato richiesto di esprimere una qualche osservazione riguardo al livello dei partecipanti al concorso ho preferito affidarmi totalmente al giudizio della commissione, non sapendo veramente fare graduatorie di merito fra i candidati ascoltati, se non per pura emotività. Le nostre borse di studio premiano ragazzi da quasi 20 anni ed è una grande soddisfazione pensare che nel curriculum di chi ha trovato nella musica la sua strada e la sua ragione di vita ci sia il nome di Paolo e il suo sostegno tramite noi.
Abbiamo incontrato la Scuola di Musica di Fiesole attraverso un amico comune e vissuto nel suo ambito momenti indimenticabili, di grande emozione, condividendo davvero la musica con chi la stava facendo. Abbiamo accompagnato l'OGI in alcune delle sue tournée e ci siamo sentiti in quelle occasioni parti di un progetto comune, non solo di condivisione della musica ma di un modo di sentire e di stare insieme. E' questo che ha fatto della Scuola una realtà diversa da una struttura puramente didattica. Direi più filosoficamente educatrice. Si direbbe che qui una utopia si sia realizzata.

Le borse di studio intitolate a Paolo Fioretti accomunano ormai moltissimi studenti fiesolani, che negli anni hanno beneficiato del vostro generoso contributo per proseguire gli studi musicali. Forse farebbe piacere a tutti loro sapere qualcosa di lui…
Paolo aveva un solo grande rimpianto: quello di non aver imparato a suonare uno strumento. Amava la musica e riceveva da lei tanto in gioia ed emozione. I nostri viaggi, le nostre vacanze erano quasi tutte finalizzate a partecipare a eventi musicali. Quando Paolo vedeva i piccoli allievi della Scuola si emozionava e li invidiava moltissimo. Avrebbe voluto essere uno di loro. In qualche modo abbiamo fatto sì che questo avvenisse.

È ormai riconosciuto a tutti i livelli che l’apprendimento della musica abbia benefici effetti sia sulla formazione individuale sia sulla capacità di interagire con gli altri: è per questo che avete scelto di finanziare borse di studio per giovani musicisti?
Sì. Pensiamo che si debba intervenire per aiutare i ragazzi a conoscere qualcosa che li aiuterà moltissimo, anche se non diventeranno solisti affermati. Fare musica insieme insegna la conoscenza e il rispetto dell’altro e mi sembra che questo sia un esercizio prezioso, soprattutto nella realtà attuale, dove il processo di apprendimento è sempre più informatizzato e dunque solitario.

Il 7 maggio debutta all’Opera di Firenze - nell’ambito del 79° Maggio Musicale Fiorentino – la nuova opera di Fabio Vacchi, celebre compositore da sempre vicino alla Scuola, che da quest’anno onora con la sua presenza in qualità di docente del Corso di Perfezionamento di Composizione.
Lo specchio magico è una urban art dance opera, nata dalla collaborazione tra il Maestro Vacchi, lo scrittore Aldo Nove, il rapper Millelemmi, e il writer Marco Tarascio, per la regia di Edoardo Zucchetti.
Vacchi fa dialogare la cultura hip hop con la tradizione secolare di madrigali, arie liriche e cori; per questo ha coinvolto Millelemmi, abile nel ricondurre il rap italiano a una matrice fiorentina popolare e raffinata. Particolarmente atteso è l’intervento del danzatore Filippo Coffano Andreoli (nel ruolo di Piccola Nuvola), diciottenne già attivo sulla scena londinese.
La direzione è affidata a John Axelrod (di recente più volte alla testa dell’Orchestra Giovanile Italiana), mentre protagonisti vocali saranno Roberto Abbondanza, Alda Caiello, Mirko Guadagnini e Marcello Nardis.

Abbiamo rivolto alcune domande al liutaio Paolo Sorgentone e a Cristiano Onerati (dell’omonima ditta), che offrono con i loro laboratori un contributo di competenza e disponibilità all’attività dei nuclei orchestrali fiorentini.

Com’è nato il collegamento tra le vostre attività e i progetti di alfabetizzazione musicale promossi dalla Scuola nei quartieri delle Piagge, ed ora di Sorgane?
S. Il primo approccio è avvenuto grazie all’entusiasmo di Adriana Verchiani che, quando il progetto stava iniziando, ci chiese di organizzare qualcosa di simile a quanto avveniva in Venezuela nell’esperienza “El Sistema”, cioè la produzione di strumenti musicali utilizzando materiali “poveri”, di recupero. Questo, nella nostra società in cui la gran parte del costo non è nel materiale ma nel lavoro, non avrebbe senso. Così abbiamo concordato modalità diverse di sostegno al progetto.
O. Ci stiamo occupando di progetti di alfabetizzazione musicale ormai da quindici anni.
Ci siamo concentrati su quest’attività, perché ci siamo resi conto che il vero problema della diffusione della musica in Italia è la totale mancanza di un’educazione di base. Abbiamo quindi promosso la formazione di bande musicali nella scuola dell’obbligo, dove a tutti i ragazzi sia data l’opportunità di accostarsi alla pratica della musica, con insegnamenti collettivi di strumenti a fiato.
È venuto quindi naturale per quest’attività cercare un collegamento con la Scuola di Musica di Fiesole,  e quando ci è stato proposto di allargare l’esperienza dell’Orchestra delle Piagge agli strumenti a fiato, siamo stati ben lieti di partecipare.  

Che cosa significa per voi seguire da vicino il sorgere e lo svilupparsi di un Nucleo di orchestra infantile?
S. Per la nostra filosofia, i bambini che suonano non rappresentano solo i musicisti di domani, ma soprattutto i musicisti di oggi. La pratica musicale non può puntare solo sull’”eccellenza”: chiunque dedichi alla musica il proprio tempo e la propria concentrazione merita tutto il nostro rispetto. Il grado di attenzione e di entusiasmo che ho visto nei ragazzi delle Piagge non mi è parso inferiore a quello delle migliori orchestre professionali.
O. Quando ci troviamo a partecipare a eventi o rassegne che coinvolgono gruppi di ragazzi che hanno cominciato con attività da noi promosse, ci sentiamo sempre fieri, perché crediamo fermamente di aver fatto qualcosa per la comunità che ha la fortuna di poter far l’esperienza di cosa significhi “fare musica”. Dove questi progetti riescono ad avere continuità, in pochi anni si stabilisce una sorta di “tradizione”, e la musica ottiene il posto che meriterebbe nella vita della comunità, e che troppo spesso da noi non ha. Questi successi ci ripagano degli sforzi che abbiamo dovuto compiere.
I nuovi piccoli musicisti scoprono la gioia di suonare attraverso gli strumenti che mettete a loro disposizione: mostrano di prendersi cura dello strumento che ricevono?
S. Anche su questo aspetto bisogna sfatare un mito: spesso i bambini hanno un rapporto di grande attenzione e vero affetto nei confronti degli strumenti musicali che utilizzano; gli incidenti sono sempre possibili, ma non mi sembra che siano più frequenti rispetto agli adulti. Naturalmente tutto ciò presume da parte di insegnanti e genitori un atteggiamento di rispetto verso gli strumenti: non servono divieti o punizioni, basta l’esempio.
O. Ovviamente non si può pretendere che i ragazzi, specie i più piccoli, abbiano l’attenzione che hanno (o dovrebbero avere) gli adulti: in questi anni ci siamo fatti una nuova esperienza di incidenti e tipi di guasti che prima non riuscivamo neanche ad immaginare! Spetta a noi e agli insegnanti fornire gli strumenti adatti a questo tipo di lavoro e ad abituare i ragazzi ad una disciplina nel montaggio, smontaggio e cura dello strumento.
I vostri laboratori sono come botteghe rinascimentali, dove le competenze artistiche e tecniche portavano alla creazione e al restauro di oggetti unici. Questo riguarda ancora oggi gli strumenti musicali, che sono delicatissimi “attrezzi” per raffinati professionisti, ma nel nostro caso anche necessari supporti per i piccoli che si affacciano alla pratica musicale. Le due tipologie di utenti hanno senz’altro esigenze diverse…come vi rapportate ai bambini dei Nuclei?
S. Sono molto rare in Italia le botteghe di liuteria che non disdegnano di prendersi cura degli strumenti “da studio”, in parte perché “poco remunerativo”, oppure perché considerato degradante. Noi abbiamo scelto di occuparci anche di studenti e di farlo nella maniera migliore possibile, sviluppando un’attenzione particolare alle esigenze molto diverse delle varie categorie di musicisti. Ne abbiamo ricavato soddisfazioni e riconoscimento anche, e forse soprattutto, da parte degli insegnanti. Tutto sommato, posso dire che occuparsi di strumenti umili rappresenta comunque un arricchimento professionale.
O. Il mondo degli strumenti a fiato in larga parte non è più quello delle botteghe artigiane. L’insorgere di fabbriche, soprattutto cinesi, che producono strumenti a basso costo, ha reso impossibile la sopravvivenza di ditte che possano far loro concorrenza negli strumenti da studio. Il lavoro artigianale è così riservato ai prodotti di fascia alta, o al servizio di assistenza e riparazione, che però ha costi tali da rendere difficile la riparazione degli strumenti da studio.
Questa situazione ha messo in crisi il nostro settore e ci ha costretto a sviluppare un certo grado di elasticità per cercare di fornire un’assistenza di livello professionale in un mercato nuovo, e con problemi nuovi; tuttavia, tutto questo può essere visto anche come un’opportunità, perché oggi avvicinare un ragazzo alla musica costa molto meno di trent’anni fa, ed è proprio questa opportunità che va colta al volo. Inoltre, si sta sviluppando tutto un settore di nuovi strumenti per riuscire ad avviare agli strumenti a fiato anche bambini molto piccoli.
In buona sostanza, per i bambini è necessario scegliere strumenti economici, ma sufficientemente robusti e facili da suonare, e soprattutto fornire costantemente un’assistenza adeguata.

Federica Cucignatto Davide Dalpiaz e Giorgio Marino sono pronti alla partenza, alla volta di Salisburgo e Würzburg: i tre neolaureati fiesolani parteciperanno al progetto Bella Musica, patrocinato da Studium Faesulanum in collaborazione con Mozarteum, Scuola di Musica di Greve in Chianti e ISSM “Rinaldo Franci” di Siena. Una volta a Salisburgo, si uniranno ai giovani strumentisti austriaci per formare un gruppo orchestrale, che sarà protagonista di alcuni concerti, sotto la direzione del violinista Luca Rinaldi.

I quattro archi si sono fatti onore a Nuova Gorica, classificandosi al primo posto nella sezione cameristica del Concorso Internazionale Svirèl. Un’affermazione importante per il gruppo, che si è costituito nel 2011 e frequenta presso la Scuola il Corso di Perfezionamento dell’Accademia Europea del Quartetto, con Miguel Da Silva, Andrea Nannoni e Antonello Farulli. Il quartetto usufruisce, per gentile concessione della Scuola, degli strumenti di Arnaldo Morano (1970) e della celebre viola Sderci appartenuta a Piero Farulli.

C’è ancora tempo fino al 31 marzo, per rispondere con una donazione all’appello dell’Avvocato Paolo Fresco, Presidente della Fondazione, che offrirà a titolo personale una somma pari all’ammontare dei contributi ricevuti, fino a concorrenza di 20.000€ totali.
Grazie ai nostri sostenitori e al nostro Presidente, la Scuola potrà portare avanti i progetti formativi gratuiti dedicati ai più piccoli come: i nuclei orchestrali infantili delle Piagge e di Sorgane e il progetto CoroInsieme, che introduce alla musica vocale più di 400 alunni delle scuole primarie di Fiesole. Le donazioni contribuiranno inoltre a sostenere le spese per lo studio dei giovani musicisti più meritevoli ma in difficoltà economiche, con l’assegnazione di borse di studio.
Fino al 31 marzo la tua donazione vale doppio. Grazie.


DONA SUBITO


Un’altra risposta positiva alle richieste di sostegno per le attività fiesolane: la Scuola ha ricevuto una donazione da parte di Giulia Lucchesi, un’insegnante fiorentina attiva anche presso la Fondazione Internazionale Verso l’Etica, dedita alla ricerca e la diffusione di strumenti educativi che permettano di vivere l’etica come dimensione naturale dell’esistenza. Ecco cosa ci ha scritto la signora Lucchesi, in risposta alla lettera di ringraziamento che la Scuola le ha indirizzato:

Sono un'insegnante e non sono un'esperta di musica, ma per interessi di studio e di ricerca sto sempre più spesso leggendo articoli sull'importanza della musica nella strutturazione del cervello e nel potenziamento delle sue connessioni in entrambi gli emisferi. Credo fermamente anche nel suo valore socializzante e vi ringrazio per ciò che fate gratuitamente nelle scuole dei quartieri 'difficili' della nostra città.
Quando mio figlio andava alla scuola primaria proposi di proseguire un piccolo corso di musica che rischiava di concludersi perché il Comune non lo finanziava più, con un autofinanziamento (si trattava di una modica cifra) e proposi anche di accollarci le quote delle famiglie più in difficoltà. Le maestre si opposero perché non volevano l'ingerenza delle famiglie nella scuola che, essendo pubblica, avrebbe dovuto garantire il servizio gratuitamente. Il laboratorio non proseguì con l'unico risultato che i bambini persero un'ottima occasione di continuare un percorso appena intrapreso con un maestro specializzato!
Quindi, sono io che ringrazio voi per ciò che fate. Mi auguro che possiate proseguire con serenità nella vostra missione.
Cordialmente
Giulia Lucchesi


La Fondazione Giovanni Michelucci – in collaborazione con il Comune di Fiesole, l’Associazione Fiesole Futura ed il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze – ha organizzato un ciclo di incontri, volto a ricostruire le trasformazioni del territorio di Fiesole dal secondo dopoguerra e a valutarne gli effetti e i risultati.
La prima parte di questo ciclo si è svolta tra gennaio e febbraio 2015, mentre tra gli appuntamenti di quest’anno segnaliamo in particolare la data del 15 aprile (ore 17, Sala di lettura degli Archivi storici dell’Unione Europea, Villa Salviati), in cui si parlerà di Università e istituzioni culturali sulle colline tra Fiesole e Firenze.

PROGRAMMA COMPLETO

8 aprile 2016, ore 17.00 – Sala Consiglio Comunale, Fiesole
Gli spazi produttivi e il territorio degli abitanti
con Stefano Ricci, Michele Casalini e Benedetto Di Cristina
coordina Corrado Marcetti, direttore della Fondazione Michelucci

15 aprile 2016, ore 17.00 – Sala di lettura degli Archivi storici dell’Unione Europea, Villa Salviati
Università e istituzioni culturali sulle colline tra Fiesole e Firenze
con Dieter Schlenker, Antonello Farulli e Giancarlo Paba
coordina Raimondo Innocenti, Università di Firenze

22 aprile 2016, ore 17.00 – Sala Consiglio Comunale, Fiesole
Piani, progetti e trasformazioni del centro di Fiesole
con Chiara Agnoletti, Gianfranco Gorelli Luca Nespolo e Lorenzo Venturini
coordina Iacopo Zetti, assessore al Territorio del Comune di Fiesole

 

Da molti anni la Fondazione William Walton – Giardini La Mortella di Ischia è tra i sostenitori delle attività della Scuola, con l’offerta di una borsa di studio annuale per un ensemble di giovani musicisti meritevoli, che sono invitati a tenere concerti presso l’incantevole sede ischitana. Abbiamo rivolto alcune domande alla Presidente Alessandra Vinciguerra.

La collaborazione fra la Fondazione Walton e la Scuola di Musica di Fiesole ha inizio a metà degli anni '90, grazie alla volontà dei fondatori delle due istituzioni di combinare gli sforzi, per offrire ai migliori talenti della Scuola prestigiose occasioni di performance presso i Giardini la Mortella. Come si è sviluppata da allora? C'è qualche incontro che si è impresso più fortemente nella vostra memoria? Per i nostri ragazzi si è trattato ogni volta di una meravigliosa scoperta e di un'esperienza indimenticabile...
Negli anni abbiamo messo a punto una collaborazione direi molto efficace, basata su una stima reciproca e sulla comune voglia di offrire ai giovani musicisti una esperienza importante. Le nostre direttrici artistiche, Lina Tufano per la musica da camera e Caroline Howard per il Teatro Greco, hanno creato un canale diretto di comunicazione con la Scuola, per cui ormai l’organizzazione procede con grande facilità. Tra gli episodi che ricordo con più commozione, il concerto offerto durante la visita del Principe di Galles nel 2002, per l’anniversario della nascita di William Walton, con due giovanissimi musicisti che oggi sono diventati figure di prima grandezza nella Scuola: Lorenza Borrani e Matteo Fossi. Lady Walton era fiera di poter offrire a Sua Altezza Reale una performance così ispirata, e gli spiegò per filo e per segno cos’era la Scuola di Fiesole e come mai lei e quel caro ragazzo (chiamava così il Maestro Farulli) avessero deciso di lavorare insieme…
Ma i ricordi sono davvero tanti: mi è particolarmente cara l’immagine di Lady Walton che applaude l’Orchestra dei Ragazzi, che inaugurarono la Stagione 2007 al Teatro Greco. La signora era particolarmente ammirata per i loro bei gilet rossi, e ritrovò con piacere il Maestro Rosadini cui voleva molto bene, avendolo conosciuto quando era ancora un ragazzo. Un altro momento indimenticabile è stato l’arrivo dell’OGI al completo, nel luglio 2014, con una serata strepitosa, calda, piena di stelle, ed una performance davvero magica! Che contrasto con il primo sopralluogo invernale degli addetti in missione esplorativa, durante una giornata di tempesta e bufera, e con un mare così mosso che pensammo che non saremmo mai riusciti a raggiungere l’isola! Per organizzare quell’evento lavorammo per mesi, ma la soddisfazione è stata davvero enorme.


La Fondazione Walton costituisce per la Scuola un importante punto di riferimento per la continuità del contributo, che è rappresentato da una borsa di studio annuale, destinata a giovani musicisti fiesolani. Iniziative simili sono promosse dalla Fondazione anche fuori dall'Italia, in collaborazione con altre istituzioni formative?
Per molti anni insieme al William Walton Trust, nostra fondazione gemella inglese, e al Royal Welsh College of Music and Drama, abbiamo messo in palio una borsa di studio per gli studenti di quel college. Al momento però il contributo è stato sospeso perché il College si è dimostrato di recente poco recettivo, e stiamo valutando se riprenderlo.

Non solo il sostegno economico per alcuni dei migliori allievi della Scuola, ma anche la donazione della William Walton Edition, opera omnia del famoso compositore inglese... un dono prezioso, che permette agli allievi della Scuola di avere a disposizione l'intero corpus delle opere di Walton. Immaginiamo che l'impresa abbia richiesto una gran mole di lavoro; in che modo avete proceduto per la realizzazione dei 24 volumi?
Questo è stato uno dei progetti più importanti per Lady Walton, la cui gestazione ha richiesto molti anni. La Signora iniziò le trattative con la Oxford University Press (che era l’editore di Walton) poco dopo la morte del maestro, per avviare il grande lavoro di ricerca e di analisi necessario per pubblicare tutta l’opera di Walton, un progetto che allora sembrava sin troppo ambizioso. Finalmente si giunse ad un accordo e fu scelto come Editor a capo del progetto il musicologo e direttore d'orchestra David Lloyd-Jones, già direttore musicale di Opera North, che negli anni ha coordinato il lavoro di dozzine di musicologi ed esperti, che egli selezionava e sottoponeva a Lady Walton; ad ognuno di essi è stato affidata la cura di un volume.
Il primo volume della William Walton Edition è apparso nel 1998 l'ultimo - il n. 24 della serie - è stato stampato a marzo del 2013. Ogni spartito è stato analizzato, corretto, confrontato con il manoscritto originale del compositore, con le precedenti edizioni, con le incisioni ed ogni altro materiale pertinente. Ricordo innumerevoli volte in cui gli autori chiamavano o scrivevano perché avevano bisogno di consultare un manoscritto… spesso venivano ad Ischia e passavano intere giornate in archivio, ma a volte non potevano viaggiare e allora dovevamo far arrivare loro una copia. All’inizio si lavorava ancora con le fotocopie, che poi venivano spedite per posta; a volte per velocizzare le cose Lady Walton portava con sé i manoscritti quando andava a Londra. In anni recenti siamo passati allo scanner ed alle email, ed è stato infinitamente più veloce. Siamo molto felici all’idea che la Walton Edition sia a disposizione degli studenti della Scuola, e spero tanto che qualcuno si appassioni della musica di Walton e la faccia entrare nel proprio repertorio!

La magia dei Giardini La Mortella è il frutto di una passione davvero speciale per la bellezza della natura, ma anche la cura nella realizzazione delle iniziative musicali parla della vostra dedizione all'arte, ed alla musica in particolare. Come riuscite a fare tutto questo, nel nostro difficile Paese?
E’ una lotta costante ed infinita, che si conduce su più fronti: da una parte ci sono le difficoltà economiche, la burocrazia, le autorità e la pubblica amministrazione spesso distanti e poco interessate; dall’altra c’è la nostra passione, una motivazione profonda, la gratitudine che sentiamo nei confronti di Lady Walton che ci ha lasciato questo posto magico e questa missione, ed il supporto della gente che ama La Mortella e crede in quello che facciamo. Cerchiamo di lavorare per superare le diffidenze, e di creare rapporti e collaborazioni con chiunque sia disposto a lavorare con noi, da prestigiose istituzioni musicali, come la Scuola di Fiesole, ad enti Universitari ed Orti Botanici. Negli anni abbiamo rinforzato la nostra presenza anche a livello locale, coinvolgendo le scolaresche e di recente avviando una sinergia con il Museo archeologico di Villa Arbusto.
E vi garantisco, il sorriso che vediamo brillare negli occhi dei vostri ragazzi quando arrivano, l’applauso che ricevono dal pubblico, la consapevolezza di lavorare insieme per qualcosa di nobile e bello, è una gratificazione sufficiente a farci andare avanti!

Al circolo virtuoso delle donazioni si aggiunge l’iniziativa di Vittorio Minucci del Rosso Arrighetti, che pochi giorni fa ha scelto di onorare la memoria della moglie Flora Barbieri con l’offerta di una borsa di studio alla Scuola.

In una precedente newsletter si è dato conto del recente passaggio di consegne al vertice dell’Associazione Amici della Scuola, il cui consiglio direttivo ha eletto il nuovo presidente: dopo tre anni di intenso impegno, Sigfrido Fenyes ha lasciato l’incarico a Stefano Dalpiaz, avvocato ed appassionato musicofilo.

Congratulazioni per il nuovo incarico! L'Associazione Amici della Scuola rappresenta da sempre un valido sostegno alle attività della Fondazione; in che modo pensa di impostare il suo mandato?
Grazie! Il mio mandato di presidente dell’Associazione Amici della Scuola di Musica di Fiesole è in assoluta continuità con quello del mio predecessore, Sigfrido Fenyes. È stato lui, del resto, a suggerire l’avvicendamento, nel tentativo di coinvolgere maggiormente i genitori degli allievi della Scuola nella vita associativa. Sono persone che, per il loro amore per la musica, per la loro vicinanza alla Scuola ed agli insegnanti e per la conoscenza diretta delle dinamiche di studio che coinvolgono giornalmente ed in modo importante i loro figli, possono certamente dare un grande contributo all’Associazione.
Quanto al sostegno che l’Associazione offre, nel suo piccolo, alla Scuola, non posso che ricordare l’esortazione di Sigfrido all’ultima assemblea: “più siamo, più possiamo aiutare”. Proseguirà, non appena possibile, il ciclo di conferenze-concerto “Grandi donne della musica” e l’organizzazione di concerti con gli allievi vincitori delle borse di studio messe a disposizione dall’Associazione.

L'assidua frequentazione dei vostri tre figli alle attività formative fiesolane ha senz'altro reso possibile una conoscenza dei meccanismi della Scuola particolarmente approfondita e prolungata nel tempo...come pensa che questo possa contribuire ad indirizzare le attività del nuovo incarico?
Più che dalla conoscenza di alcune procedure, credo che le attività dell’Associazione possano essere indirizzate dai rapporti – di confronto e collaborazione - con le persone che vivono la Scuola ogni giorno: insegnanti, direzione e amministrazione, allievi e famiglie. Sarebbe bello riuscire a far interagire in modo più articolato queste tre realtà inscindibili, magari creando occasioni specifiche di incontro, con la musica come elemento di unione.

C'è una tradizione familiare che vi ha suggerito di proporre gli studi musicali ai vostri ragazzi? Come avete scelto la Scuola?
Non c’è una vera e propria tradizione familiare che possa aver influenzato le nostre scelte, anche se mia moglie Laura ha studiato pianoforte. Amiamo la musica: in casa o in auto le note ci accompagnano quasi senza interruzione. Offrire ai nostri figli la possibilità di imparare a suonare uno strumento è stato del tutto naturale. Alla Scuola siamo arrivati attratti dal progetto del Maestro Farulli e delle persone che quel progetto hanno condiviso e condividono ancora oggi e dal fatto che anche bambini molto piccoli, giocando, sono messi ben presto in condizione non solo di suonare, ma anche di farlo con e per gli altri: “la musica è un bene da restituire”, non sono solo parole. L’esperienza è poi proseguita e prosegue felicemente, grazie anche ai tanti straordinari compagni di avventura incontrati alla Scuola.

Il Quartetto Lyskamm, uno dei più interessanti complessi emersi negli ultimi anni tra quanti hanno preso parte all’Accademia Europea del Quartetto - e già vincitore presso la Scuola del Premio Rimbotti 2014 - è oggetto di un’attenzione speciale da parte del Borletti Buitoni Trust. Impegnato dal 2003 nel sostegno ai giovani musicisti di tutto il mondo, il BBT ha assegnato al Quartetto Lyskamm la borsa di studio 2016 in memoria di Claudio Abbado, premio speciale per la musica da camera.

Trasferta veneziana -con la soprano Cinzia Borsotti- per il DMC Ensemble che ha portato domenica scorsa al 7° Carnevale Internazionale dei Ragazzi la musica dei giovani compositori della classe di Andrea Portera, su invito della Biennale. Il progetto, dal titolo Giro Girotondo… canta il mondo, aveva avuto un’anteprima il 30 gennaio, con musiche della tradizione popolare accostate a nuove composizioni di Elvira Muratore e Salvatore Frega. Nel concerto di domenica 7, in cui il DMC Ensemble è stato diretto da Andrea Vitello, si sono ascoltate le nuove musiche composte per l’occasione da Matteo Zetti, Andrea Benedetti, Jacopo Aliboni, Neri Monici, Riccardo Perugini, Federico Torri e Roberto Prezioso.

Passaggio di consegne al vertice dell’Associazione Amici della Scuola, il cui consiglio direttivo ha eletto poche settimane fa il nuovo presidente: dopo tre anni di intenso impegno, che ha portato ad un notevole incremento nel numero dei membri dell’Associazione, Sigfrido Fenyes lascia l’incarico a Stefano Dalpiaz, avvocato ed appassionato musicofilo. Il nuovo presidente può contare su una conoscenza dell’attività fiesolana e delle necessità dell’istituzione particolarmente approfondita, poiché da molti anni frequenta la Scuola in qualità di genitore, con tre figli impegnati nel percorso di formazione musicale. Molti auguri per il nuovo incarico!

Da un gruppo di amici che da anni segue l’esperienza della Scuola ci giunge l’apprezzamento per l’attività di educazione musicale gratuita presso le Piagge e Sorgane. “Voi portate le periferie al cuore della città e attraverso la musica date a bambini che ne sarebbero esclusi le chiavi di accesso alla cittadinanza”, ci ha scritto Maria Rosaria Bortolone, che si sta facendo promotrice di varie iniziative di sostegno all’attività fiesolana. Una di queste è rappresentata da una donazione personale, in  memoria dell’amico Michele Tedesco, scomparso l’anno scorso dopo una vita d’impegno tra musica e filosofia. Poiché giunge nel primo trimestre 2016, il contributo sarà raddoppiato dalla donazione di Paolo Fresco, presidente della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole.

La matinée dedicata nel novembre scorso al nucleo orchestrale delle Piagge (e alla presentazione dell’analogo progetto per Sorgane) aveva suscitato l’entusiasmo di Tomaso Montanari e di Maria Cristina Carratù (che ne avevano scritto sull’edizione fiorentina di Repubblica: articolo Montanari articolo Carratù); Domitilla Marchi, profondamente colpita, si è rapidamente messa in contatto con la Scuola, offrendo un generoso contributo alle attività di educazione musicale dei nuclei fiorentini. Le abbiamo chiesto quali motivazioni l’abbiano indotta ad impegnarsi in prima persona.

Com’è nata la sua passione per la musica?
Da persona senza alcun talento musicale ho la più grande ammirazione per i musicisti, per chi riesce a comunicare così tante emozioni suonando uno strumento. È una fascinazione per l’impossibile (parlando di me). La musica è un meraviglioso linguaggio universale, capace come nessun altro di smuovere l’anima e di sollevarla al di sopra dell’esistenza materiale. È  una potenza assoluta, un mondo di cui posso far parte solo da spettatrice, ma che mi coinvolge profondamente.

Da quanto tempo conosce e segue le attività della Scuola di Musica di Fiesole?
Da fiorentina conosco la Scuola di Musica di Fiesole fin da quando ero piccola. Ho avuto familiari, amici (e oggi figli di amici) che l’hanno frequentata e la frequentano. Da sempre ho sentito parlare della vulcanica personalità di Farulli e ogni tanto mi è capitato di dare una sbirciata al mondo incantato di villa La Torraccia. So che generazioni di bambini qui hanno scoperto la musica, tanti sono diventati anche dei virtuosi, ma credo che soprattutto a tutti sia stata data la possibilità di suonare insieme, che è poi il vero scopo di questo linguaggio.

Perché ha deciso di sostenere il nucleo orchestrale delle Piagge?
Tutto è nato alcuni anni fa, quando ho sentito parlare dell’incredibile “Sistema” venezuelano creato dall’economista e musicista Abreu. Questo progetto, finanziato in larghissima parte dallo stato, coinvolge centinaia di migliaia di bambini svantaggiati, portando nelle loro vite difficili una risorsa rivoluzionaria come la musica. A questi ragazzi provenienti dai barrios più violenti di Caracas (e dalle province più povere del Venezuela) è stata data la straordinaria possibilità di imparare a suonare uno strumento, in modo del tutto gratuito, di suonare insieme ai propri compagni e in moltissimi casi di diventare dei veri musicisti. Portarli alla musica ha significato toglierli dalla strada, dalla violenza, dalla droga e dar loro uno strumento formidabile di riscatto sociale. Sono rimasta totalmente affascinata da questa visione rivoluzionaria di Abreu e mi sono chiesta se, tenuto conto delle differenze culturali, potesse essere esportato. Poi qualche tempo fa ho letto del progetto delle Piagge, ispirato ai “nuclei” (così si chiamano le scuole di base del Sistema) venezuelani e ho trovato che fosse una fantastica opportunità: portare la musica nelle periferie di Firenze, dare ai bambini che vivono in una situazione tutt’altro che semplice la possibilità di esprimersi attraverso la musica. Di suonare insieme. Immagino che delle persone che suonano insieme imparino a convivere, a rispettarsi e a stringere dei legami che vanno oltre la musica e che hanno una ricaduta sociale enorme.

Pensa di dare continuità al suo progetto?
Purtroppo lo Stato italiano non ha la lungimiranza di sostenere l’insegnamento della musica a livello di base come ha fatto il Venezuela. Forse ci vuole un pizzico di follia - che ai nostri politici manca - nel vedere le immense ricadute di un progetto come quello del “Sistema”. Leggendo dell’impegno della Scuola di Musica di Fiesole nel creare dei nuclei musicali nelle periferie svantaggiate di Firenze (il primo alle Piagge, poi a Sorgane, in futuro in altri quartieri) mi sono detta che c’era un assoluto bisogno di sostenere questo tentativo, di non lasciarlo deperire in mezzo alla mancanza di fondi pubblici. Comprare gli strumenti di cui hanno bisogno i bambini, pagare gli insegnanti, la loro formazione professionale per affrontare un percorso in qualche modo diverso da quello canonico, offrire la possibilità di creare piccole orchestre diffuse in cui i ragazzi si trovino a suonare dopo la scuola, tutto questo mi pare un’incredibile opportunità per compiere dei passi verso un cambiamento possibile.

Il giovane violinista Davide Dalpiaz è stato tra i primi allievi fiesolani del Triennio ad approfittare del progetto Erasmus+, trasferendosi per qualche mese in Germania per seguire le lezioni presso la Hochschule für Musik di Detmold.

Da quanto tempo frequenti la Scuola di Musica di Fiesole?
Ho iniziato a studiare con Eva Szabó all'età di sette, forse otto anni. Parliamo dunque del 2002-2003...

Cosa rappresenta per te la musica?
La musica per me significa moltissimo. La ritengo molto probabilmente l'unica arte capace di parlare direttamente alla nostra anima e in grado di trasmetterci un flusso di sentimenti che si trasforma in continuazione e che riesce a evocarci le più svariate immagini, sensazioni, emozioni.

Perché hai deciso di fare un'esperienza all'estero nell'ambito del Progetto Eramsus+?
Ho ritenuto opportuno provare questa esperienza in quanto ero estremamente desideroso di ampliare le mie conoscenze strumentali in una Hochschule tedesca. L'obiettivo principale che mi ha spinto ad effettuare questo Erasmus è stata proprio l'occasione di poter migliorare la mia tecnica violinistica con un'insegnante estremamente valida. In secondo luogo speravo di potermi confrontare con un ambiente diverso da quello italiano, che già da tempo desideravo conoscere più da vicino. Devo dire che finora sono estremamente soddisfatto della mia scelta.

Cosa porteresti della Hochschule für Musik Detmold a Fiesole?
Sicuramente le strutture! L'intero complesso dell'Hoschschule è stato realizzato affinché ogni attività potesse avere il suo determinato spazio. Ad esempio esiste un intero edificio dedicato solo alla sezione burocratico-amministrativa, in cui si collocano tutti i vari uffici; le strutture in cui è possibile studiare ed effettuare le lezioni si trovano in un parco poco distante dalla prima sezione; insomma, tutto è stato progettato per potere offrire più servizi ad alti livelli.

…e cosa di Fiesole in Germania?
Purtroppo non ho ancora abbastanza esperienza per poter parlare dell'intera Germania; tuttavia posso dire quello che porterei a Detmold: sicuramente la concezione della musica da camera e l'atmosfera che è possibile respirare alla Scuola. Per quanto riguarda la prima, mi sono reso conto di come, qui a Detmold, non abbia la rilevanza che ha invece a Fiesole. Durante il semestre vengono a crearsi molti gruppi occasionali di musica da camera, destinati però a sciogliersi il semestre seguente o quello ancora dopo. Manca un po' la volontà di creare un gruppo che possa andare avanti a livello professionale, nonostante l'Hochschule di Detmold sia specializzata nel formare gli strumentisti più come individui che non come cameristi. E sicuramente porterei con me un po' dappertutto l'atmosfera positiva che è possibile respirare non appena si entra a Fiesole; non so spiegarmi il perché, ma è possibile percepire un ambiente estremamente favorevole, che aiuta i ragazzi a studiare e ad impegnarsi per progredire insieme.

La musica, nella sua prima e più naturale forma di espressione vocale, entra nelle scuole dell’infanzia e primarie di Fiesole con un progetto a cura della Scuola. Cantare insieme significa sviluppare le basi della sensibilità musicale e gli aspetti relazionali che sono alla base della pratica vocale: le attività di CoroInsieme avranno lo scopo di implementare le competenze di tutti i soggetti coinvolti, sia discenti sia docenti. Il progetto, gratuito per i piccoli alunni grazie al sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, forma cori “in rete”, che possono svolgere attività autonome ma anche unirsi per occasioni collettive, come avverrà nel concerto finale previsto all’interno della Festa della Musica 2016.

Sostieni il progetto CoroInsieme

I giovani archi del Quartetto Hyde hanno partecipato ai festeggiamenti per la riapertura del Teatro Niccolini, acquistato e restaurato dall’imprenditore Mauro Pagliai dopo decenni di chiusura: una grande festa cittadina, per la riconquista di uno dei più antichi spazi culturali e sociali di Firenze (con il nome di Teatro del Cocomero era stato aperto nel 1658!). Protagonista della serata inaugurale, lo scorso 8 gennaio, il geniale attore Paolo Poli, che al Niccolini ha trionfato per anni con i suoi spettacoli colti e dissacranti.
L’intervento del Quartetto Hyde ha porto l’augurio musicale della Scuola alla nuova vita della storica sala, con due movimenti dal Quartetto n. 78 in si bemolle maggiore, op. 76 n. 4, Hob.III:78, detto L'aurora.

Sei club dell’area fiesolana e fiorentina si mobilitano a sostegno dei giovani musicisti: l’entusiasmo suscitato lo scorso novembre dalla serata promossa dai Lions presso l’Auditorium della Banca CR Firenze con l’Orchestra dei Ragazzi ha originato il desiderio di incrementare -con i fondi raccolti durante il concerto- l’offerta di borse di studio che già i club avevano deciso di destinare alla Scuola. Ne saranno avvantaggiati due promettenti gruppi dei Corsi di Perfezionamento, il Quartetto Taag ed il Quartetto Afrodite, mentre una parte sarà messa in palio per i Corsi di Base durante l’annuale concorso che si tiene presso la Scuola.

La Scuola incrementa l’orario di apertura serale, per accogliere gli allievi che ne hanno fatto richiesta, presentando alla direzione il Progetto Cupiditas. Abbiamo chiesto ad alcuni di loro di spiegarci di cosa si tratta.

Innanzitutto, come avete scelto il nome per il vostro progetto?
Il nome è stato scelto non a caso per sottolineare l'origine prima di questo progetto: ovvero una volontà, un desiderio, come da significato della parola latina cupiditas, di suonare tra giovani attraverso la massima espressione della musica d'insieme, ovvero un organico orchestrale.

In che modo pensate di organizzare le serate presso l’Auditorium Latini?
Ci riuniamo per approfondire lo studio e la riflessione su alcune partiture, che riteniamo particolarmente interessanti da un punto di vista tecnico e formativo. Si tratta di brani che abbiamo voglia di studiare insieme e che forse non avremmo la possibilità di suonare durante il nostro percorso accademico. Abbiamo cercato partiture che coprano tutti gli aspetti basilari dell'orchestra: Prima Sinfonia di Beethoven (virtuosismo degli archi e intonazione dei fiati), ouverture di opere quali Il Barbiere di Siviglia e L'Italiana in Algeri di Rossini e Fidelio di Beethoven (ritmo e passi "a solo" dei fiati). Ringraziamo la Scuola per averci concesso l'utilizzo dell'Auditorium Latini. I nostri incontri hanno una cadenza prevalentemente settimanale con orario serale, in modo da non intralciare in alcun modo le attività della scuola.

Si tratterà di occasioni d’incontro per un gruppo ristretto di giovani musicisti, oppure vorreste coinvolgere molti tra gli allievi della Scuola? …magari anche dei docenti?
Naturalmente il progetto nasce come autonomo ed indipendente, basato sull'idea di noi ragazzi; è aperto a tutti coloro che dispongano di buona volontà, correttezza professionale, e di un buon livello strumentale, fino a completamento dell'organico orchestrale. Al momento l'organico consta di una quarantina di ragazzi. Non è previsto nell'idea originaria il coinvolgimento dei docenti, in quanto si privilegiano l'autonomia e la flessibilità dei ragazzi, che prendono parte al progetto volontariamente.

Pietro Mazzetti, Iacopo Carosella

DONA ALLA SCUOLA DI MUSICA DI FIESOLE ENTRO MARZO 2016

Le tue donazioni valgono doppio


Dal 1 gennaio e fino al 31 marzo 2016, il tuo sostegno sarà ancora più prezioso perché l’avvocato Paolo Fresco, Presidente della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole Onlus, ha deciso di chiamare a raccolta i potenziali sostenitori dell’istituzione, lanciando una personale e nobile iniziativa: ogni contributo donato alla Scuola nel primo trimestre 2016 sarà da lui raddoppiato (fino ad un massimo di 20.000€).
I fondi raccolti andranno a sostenere i progetti che la Scuola promuove gratuitamente, quali i nuclei orchestrali delle Piagge e di Sorgane, oltre a CoroInsieme, la nuova iniziativa che coinvolge più di 400 alunni delle scuole dell’infanzia e primarie del comprensorio fiesolano e a finanziare borse di studio dedicate a ragazze e ragazzi meritevoli ma con scarse disponibilità economiche.

Un’occasione unica che ci permetterà di continuare a portare la musica a tutti e realizzare le tante attività della Scuola.


DONA SUBITO

La Nazione 3 gennaio 2016
La Nazione 9 gennaio 2016

Il neodirettore del Conservatorio Cherubini di Firenze è stato ospite -tra i più graditi- del Concerto di Capodanno presso l’Opera, lo scorso 1° gennaio.
In un’intervista rilasciata all’edizione fiorentina di Repubblica pochi giorni prima, il Maestro Paolo Zampini -da poche settimane a capo del conservatorio toscano- dichiarava giunto il momento di cercare un terreno di collaborazione tra le due istituzioni, dotate entrambe di un forte appeal presso i giovani musicisti, sia fiorentini sia provenienti da vari paesi del mondo.
Già da tempo la Scuola aveva manifestato analoghe convinzioni, così il Sovrintendente della Scuola Lorenzo Cinatti ha risposto prontamente alla sollecitazione, invitando Zampini al festoso ed affollato concerto che ha inaugurato l’attività della Scuola per il 2016.

È in fase di completamento la catalogazione del Fondo Novecento, conservato presso la biblioteca della Scuola di Musica di Fiesole. Si tratta di un’importante collezione di musiche di compositori italiani e stranieri del secolo scorso: il nucleo centrale è costituito da oltre 600 partiture donate da Casa Ricordi nel 2008; a queste si sono aggiunte musiche acquistate per i corsi della Scuola, in particolare quelli di musica cameristica moderna e contemporanea, tenuti da Renato Rivolta con l’Orchestra Giovanile Italiana, e le produzioni della classe di composizione di Andrea Portera.
Proprio i giovani autori e gli strumentisti interessati al repertorio del secondo ‘900 potranno trovare nel Fondo Novecento rare musiche da studiare ed eseguire: si tratta spesso di copie non facili da reperire, che mostrano l’evoluzione della scrittura musicale nel corso del XX secolo. Si va infatti dai più “classici” Benjamin Britten, Alberto Ginastera, Leonard Berstein, Irving Fine, Hans Werner Henze o Iannis Xenakis, fino ai compositori più vicini a noi come Wolfgang Rihm, Peter Maxwell Davies, Michael Berkeley, Vinko Globokar, Sofia Gubaidulina, Oliver Knussen, Barbara Kolb, Michael Torke e molti altri. Nutrita anche la presenza dei compositori italiani, sia quelli che ormai sono considerati a tutti gli effetti “classici” della produzione novecentesca (tra gli altri Malipiero, Menotti, Scelsi e Donatoni) sia i più giovani, attivi anche nel nuovo secolo, tra cui Manzoni, Soccio, Vacchi, Argento, Lombardi, Francesconi, Corghi.

Per vedere quali titoli sono presenti, è sufficiente effettuare una ricerca per Campi sul catalogo on-line della biblioteca, e selezionare Novecento nell’elenco dei Fondi che si trova in basso a destra della pagina web. Le partiture possono essere prese in prestito per una settimana, iscrivendosi ai servizi della biblioteca.
Per orari e informazioni visitare la pagina http://www.scuolamusicafiesole.it/it/info/biblioteca.

La nostra docente Luana Gentile accosta all’ampia attività vocale un’approfondita formazione nell’ambito della Teoria dell’Apprendimento Musicale formulata da Edwin E. Gordon; le abbiamo chiesto qualche informazione circa il suo corso MusicaMi, che accoglie a Fiesole i bambini fin dalla primissima infanzia.

A quale età si può cominciare a frequentare il corso MusicaMi?
Per quanto possa sembrare strano, è consigliabile iniziare a frequentare il corso sin dai primi mesi di vita, momento in cui i bambini incominciano a tracciare la loro storia e costruire il loro bagaglio di esperienze, che determineranno lo sviluppo di alcune capacità piuttosto che altre, contribuendo a farli divenire dunque individui con determinate caratteristiche. Nei primi anni di vita ogni giorno è una conquista. Dall’essere dei fagottini all’apparenza inermi in braccio a mamma e papà, imparano a stare seduti, a gattonare, a mangiare, a stare in piedi, a camminare, a parlare, a esprimersi, a comunicare con il mondo circostante, a sviluppare le capacità ludiche, affinando ogni giorno le loro facoltà cognitive. Chiaramente non sono consapevoli di tale processo ed esso si realizza quasi indipendentemente dalla loro volontà. Le lunghe ricerche svolte dal Prof. Gordon portano alla conclusione che anche quello musicale non si differenzia da altri tipi di apprendimento. In un certo senso siamo programmati per imparare ed acquisire il “linguaggio musicale”, in una modalità simile a quella con cui sviluppiamo il linguaggio verbale, attraverso un processo che prevede l’imitazione. Anche la musica infatti, come il linguaggio, ha una sua sintassi ed è manifestazione della necessità di esprimere un sentire interiore. Nei primi mesi di vita il neonato viene considerato dai linguisti “un ascoltatore universale”, giacché è in grado di distinguere i fonemi di tutte le lingue del mondo, e un fonema altro non è che un suono; il consiglio quindi è quello di accostare i bambini alla musica sin dai primi mesi di vita, non sottovalutando neanche l’importanza della familiarizzazione con questo elemento sin dalla gestazione.

Quali obiettivi persegue il corso?
Tra i tanti mi piace indicare i più significativi: valorizzare l’ascolto,  la voce e le sue capacità espressive; costruire un vocabolario musicale fatto di pattern tonali e ritmici con il quale i bambini possano riuscire ad esprimere idee musicali personali attraverso la voce, in totale autonomia, sviluppando contemporaneamente una intonazione accurata ed un buon senso ritmico.  Il percorso inoltre prevede come macro obiettivi il raggiungimento della capacità di coordinare respiro, movimento e voce e la realizzazione dello sviluppo del pensiero musicale. Quest’ultimo inteso come la capacità di sentire e comprendere la musica nella propria mente quando essa non è più fisicamente presente nell’ambiente.

Quali “strumenti” vengono utilizzati per il raggiungimento degli obiettivi?
Molto sinteticamente posso affermare che uno degli strumenti che determinano la realizzazione degli obiettivi è la creazione di una relazione guida-bambino che preveda ascolto reciproco, imitazione e rispecchiamento. Ogni tentativo di interazione da parte del bambino viene accolto e sviluppato in un dialogo sonoro fatto di voce, corpo, movimento ed emozione.

Quanti neonati e bambini stanno frequentando il corso MusicaMi?
Attualmente i bambini che frequentano il corso sono 26, di età compresa tra i 12 mesi ed i 4 anni. Alcuni dei più grandi hanno iniziato tra i 5 e gli 8 mesi, ed è stato bellissimo osservarne l’evoluzione e ascoltare dai racconti dei loro genitori con quanta attenzione e partecipazione vivono l’ascolto della musica anche fuori dal tempo di lezione.

Riprende dal mese di ottobre lo sportello di ascolto e sostegno psicologico per allievi, famiglie e docenti  tenuto dalla dottoressa Matilde Orsecci, psicologa e musicista. Obiettivo della sua presenza è contribuire ad affrontare e superare le difficoltà che possono emergere durante il percorso formativo.

Lo sportello vuole essere uno spazio specifico a disposizione degli allievi, delle loro famiglie e del corpo docente, a cadenza settimanale, dedicato all’ascolto e alla condivisione di un disagio, per affrontare e superare insieme le difficoltà che possono emergere durante il percorso di studio di uno strumento. La peculiarità della proposta consiste nel fatto che la psicologa metterà a disposizione l’integrazione delle sue competenze di musicista, psicologa clinica e psicoterapeuta in trainig, musicista in corsia presso l’ospedale pediatrico Meyer, nonché la sua esperienza diretta come allieva della Scuola.
L'idea dello sportello nasce dalla richiesta che la Dott.ssa Orsecci ha riscontrato frequentando amici e colleghi musicisti, docenti e famiglie che trascorrono gran parte del tempo alla Scuola di Musica di Fiesole. Le è capitato più di una volta infatti che genitori di allievi della Scuola le chiedessero consiglio, in via informale, circa la poca motivazione del figlio a proseguire gli studi, alla difficoltà sperimentata con un certo insegnante, oppure che colleghi musicisti si rivolgessero a lei per superare l’ansia da prestazione per un esame, un'audizione o un concerto, risolvere un dolore fisico di tipo psicosomatico come una tendinte, superare blocchi rispetto alla scelta professionale.

Perchè lo psicologo alla Scuola di Musica?
Lo psicologo è un professionista che si occupa e promuove il benessere e la salute delle persone in tutte le fasi del loro ciclo di vita. Lo psicologo, attraverso i colloqui individuali, accoglie e contiene il disagio portato dagli allievi, sostiene lo sviluppo della loro identità personale e di musicisti, favorendo la motivazione, il miglioramento dell’autostima, la percezione dell’autoefficacia e la capacità di tollerare le fatiche e gli insuccessi.
Lo sportello offre sostegno a quelle situazioni in cui lo studente vive una fase conflittuale con lo studio dello strumento e delle discipline complementari, offre inoltre la possibilità di esplorare la consapevolezza della scelta del proprio percorso formativo ed eventualmente un aiuto per ri-orientarsi nella scelta. Spesso infatti accade che i bambini ed ragazzi vivano un disagio che faticano ad esprimere e che in alcuni casi potrebbe portare all’abbandono dello studio dello strumento musicale.

Lo sportello sarà attivo a cadenza settimanale da venerdì 2 ottobre la mattina dalle 10 alle 14 presso la Scuola di Musica, il pomeriggio dalle 15 alle 18, presso le Lune. i primi due colloqui si terranno gratuitamente previo appuntamento telefonando al 333/9262777 oppure via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Grazie alla convenzione stipulata tra Regione Toscana, Settore Biblioteche, Archivi e Istituti Culturali e Scuola di Musica di Fiesole Fondazione ONLUS, verrà reso disponibile un servizio di consulenza e supporto alle attività di gestione, riordino e catalogazione della musica notata, manoscritta e a stampa, presente nelle istituzioni culturali, biblioteche e archivi della regione attraverso il Centro di Documentazione Musicale Toscano (CeDoMus Toscana).
Il sito web - www.cedomus.toscana.it - vuole essere un help-desk dove si raccolgono e mettono a disposizione dell'utenza strumenti catalografici e bibliografici prodotti per la gestione del materiale documentario musicale. Attraverso un servizio direference specializzato – attivabile tramite contatto email o la partecipazione al forum – ci si propone di fornire un aiuto concreto agli operatori culturali che si trovano a gestire questo tipo di documentazione.

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