Domenica 19 gennaio (ore 17) il Museo Marino Marini ospita la Schola Cantorum Francesco Landini per un concerto della rassegna La voce delle donne. Musica e poesia nella scrittura femminile, che festeggia quest’anno la ventesima edizione.
Il ciclo è preceduto da una conferenza di presentazione, l’11 gennaio alle ore 11 presso la Sala Galilei della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, con la partecipazione di Mila De Santis e Maria Vittoria Tonietti.

L’originale programma impaginato dal direttore Fabio Lombardo per il coro, che si avvale dell’esperta collaborazione pianistica di Paolo Gonnelli, è un omaggio a Lili Boulanger, talentuosa compositrice francese del primo Novecento prematuramente scomparsa all’età di 24 anni. Figlia d’arte, Lili dimostra un precocissimo talento musicale sia come strumentista sia come autrice, ed è la prima donna a vincere (nel 1913) il Prix de Rome, il più importante riconoscimento dello stato francese per i suoi talenti artistici. La sua vita è segnata dalla malattia, e la consapevolezza del poco tempo a disposizione rende le sue opere dense di tristezza e speranza, e ricche di tensione verso il divino.
Ai lavori della Boulanger si accostano nel concerto due composizioni sacre di Gabriel Fauré: il Cantique de Jean Racine -il cui testo è la traduzione francese, ad opera del celebre drammaturgo, dell’inno Consors paterni lumini- e l’Ave verum (1894).
Fauré, amico di famiglia dei Boulanger, aveva riconosciuto molto presto il grande talento della piccola Lili, offrendole le prime lezioni di pianoforte. Non stupisce perciò che sia il dedicatario della prima composizione in programma, Clarières dans le ciel, della quale saranno eseguiti alcuni estratti con la partecipazione solistica del soprano Francesca Fedeli.
Si prosegue con Hymne au soleil e Pour les funérailles d’un soldat, due brani scritti nel 1912, di cui saranno interpreti solisti il mezzosoprano Sandra Scicluna e il baritono Kyle Patrick Sullivan. La voce di Maila Fulignati è protagonista del successivo Soir sur la plaine, del 1913, mentre la conclusione è affidata al messaggio di pace e tolleranza che anima Vieille priére bouddhique, con il tenore Alfonso Zambuto ed Emanuele Rosi al flauto.

Ingresso libero